Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

"Riccardo è al 100%", ma poi appena 9 minuti a Milano: il mistero Saponara

«RICCARDO è al 100 per cento». Una specie di #saponarastaisereno. Ma da sabato 18 febbraio, da quando cioè Sousa lo ha ufficialmente sdoganato fra i pronti all’uso dopo il recupero post infortunio alla caviglia, l’ex dell’Empoli è rimasto in panchina contro il Milan (in campo solo negli ultimi 9 minuti) e ancora più modestamente è schizzato in tribuna con il cappellino a mezz’asta nella partita di ritorno contro il Borussia Monchengladbach.

sponsored

Con moltissimi rimpianti, tutti esposti nella smorfia in vetrina. Perché a parecchie rivincite Saponara avrebbe rinunciato, ma non a quella di San Siro contro il Milan, che aveva già punito in altre due occasioni, da avvelenatissimo ex: la prima vera chance persa nel calcio top, una storia finita malissimo e ideale per le vendette in canna.

A FIRENZE non è cominciata in discesa, almeno per ora, anche perché il concetto di Saponara fuori squadra contrasta sorprendentemente con la stima più volte espressa in pubblico nei suoi confronti da Sousa.

sponsored

Almeno fino a quando Riccardo era un giocatore di un altro club. L’allenatore viola non aveva mai nascosto – anche ai tempi di Pradè – la sua ammirazione per il trequartista dell’Empoli, capace di unire il raro dono dell’ultimo passaggio ad almeno altre due caratteristiche preziose: il sostegno a centrocampo e la precisione del tiro.

PROSPETTO ideale per un assetto tattico che punta sulla qualità dei giocatori fra le linee, le famose «transizioni» pluricitate da Sousa.

sponsored

I 15 milioni chiesti a suo tempo dall’Empoli avevano però chiuso la trattativa prima ancora di aprirla. E invece lo scorso gennaio, in ritardo rispetto alle speranze dell’allenatore portoghese, Saponara è arrivato a Firenze portandosi dietro i (lievi) problemi di una caviglia in disordine.

Niente di che: due settimane di lavoro mirato e poi (il famoso 18 febbraio) il via libera da parte dello stesso Sousa. E’ un mistero quello che è successo in seguito, avendo fra l’altro l’allenatore dato spazio a Milano al giocatore che più di ogni altro aveva bacchettato: «Ilicic è stata la più grande sconfitta in questa stagione».

Infatti poi ha giocato lui, 5 in pagella, nel contesto di una squadra a cui è mancata, fra le altre, anche la dote della concretezza.

E’ QUESTO un periodo in cui ancora più difficile prevedere le scelte di Sousa, non che prima fosse semplice, assolutamente no, ma ora l’allenatore sembra aver imboccato la via della personalissima e per gli altri illeggibile coerenza.

E il fatto che domani sera possa essere una partita più che mai decisiva, almeno per lui, probabilmente non sposterà le sue scelte. Difficile quindi prevedere se giocherà Saponara, uno che piaceva infinitamente a Sousa quando se lo ritrovava contro da avversario.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento