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Riapre il laboratorio Palladino. Dalla difesa a tre all'albero di Natale, ora la Fiorentina ha mille volti

Il tecnico gigliato deve fare di necessità virtù domani sera, ma dalla trasferta di lunedì la Fiorentina sarà completamente diversa

Il laboratorio di mister Palladino ha riaperto i battenti al Viola Park. Affrontare l'emergenza domani nel recupero contro l'Inter e poi ridisegnare la Fiorentina dopo il rivoluzionario mercato di gennaio. L'obiettivo del tecnico gigliato è proprio questo, al momento duplice.

Domani ci sarà da fare di necessità virtù e la Fiorentina non sarà molto diversa da quella che ha vinto contro Lazio e Genoa. Mancherà (non è poco) la fisicità di Folorunsho, la speranza è quella di avere in buona condizione sia Cataldi che Colpani, oltre ad Adli, scrive stamani La Nazione.

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L'arrivo di Nicolò Zaniolo alza la posta alle spalle del centravanti. Lì dove Gudmundsson sta aumentando i giri del motore e dove Beltran è prezioso per il lavoro senza palla. Niente toglie che quelle posizioni possano essere occupate anche da Folorunsho e Ndour.

In mediana Fagioli si candida per fare il play e la mezzala, dietro Pablo Marí è la certezza per poter passare a tre in qualunque momento. L'impressione è che il 4-3-2-1 possa essere una buona base di partenza per le caratteristiche della rosa.

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Ma non è da escludere a gara in corso il 4-4-1-1 già visto nei secondi tempi contro Lazio e Genoa. Un sistema di gioco che consente a Palladino di intasare le corsie laterali e di soffrire meno in determinate situazioni di gioco.

Sistema però da correggere. In quei due spezzoni di gara la Fiorentina si è abbassata troppo. Occhio poi al sistema di gioco che a Monza ha dato più soddisfazioni al tecnico. Quel 3-4-2-1 che a inizio stagione non è stato applicabile.

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L'arrivo di Marì, dicevamo, regala un professore della linea a tre. Con lui si può cambiare più a cuor leggero. Ma in generale sarà una Fiorentina nuova, con la qualità di Fagioli e Ndour, la fisicità di Zaniolo e quella già apprezzata di Folorunsho.


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