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Repubblica – Paratici e un'autorità riconosciuta dal gruppo. Vincere per aprire un nuovo corso

Tre punti per la classifica e non solo: le parole del nuovo ds alla squadra, la posizione di Vanoli e un uomo di calcio che può dare una spinta

Il concetto di testa dentro il carrarmato per puntare alla salvezza non è stato solo un monito lanciato in conferenza stampa. Perché giovedì pomeriggio, nel primo faccia a faccia con la squadra, Fabio Paratici ha ripetuto al gruppo l’importanza dei prossimi quattro mesi. Da vivere concentrati per mantenere la categoria e iniziare poi, la prossima stagione, a progettare e costruire una Fiorentina bella, attrattiva e internazionale. Così scrive La Repubblica.

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FIDUCIA A UN GRUPPO SPAESATO. Per guardare con slancio al futuro, dopo un passato triste, c’è solo un presente da cogliere, da sfruttare e da migliorare. Un presente che stasera passa da una vittoria contro il Torino al Franchi. Tre punti significherebbero molte cose: in primis darebbero al neo corso Paratici sostanza sotto forma di risultati alle parole, rappresenterebbero un primo passo verso una nuova fase e genererebbero subito fiducia a un gruppo troppo spesso spaesato e incapace di avere un’autorità riconosciuta, al netto del lavoro di Goretti, tra le dimissioni di Pradé, l’esonero di Pioli e l’arrivo di Vanoli, a lungo lasciato troppo isolato nel provare a recuperare la situazione. Ma proprio il tecnico è stato legittimato dallo stesso Paratici, con la metafora del 'Re Leone': zero alibi per i giocatori.

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CLASSIFICA. Vincere stasera avrebbe poi, cosa non meno importante, risvolti di classifica interessanti. Innanzitutto porterebbe la Fiorentina a quota 20 punti, fuori almeno per una notte, in attesa del risultato del Lecce contro l’Udinese di domani, dalla zona retrocessione. E poi si potrebbero avvicinare anche le squadre a 23 punti, con il Parma impegnato domani a pranzo a Bologna, la Cremonese lunedì pomeriggio contro l’Atalanta e il Genoa oggi pomeriggio contro il Napoli.

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SCONTRI DIRETTI. Infine battere il Torino sanerebbe poi anche un vulnus negli scontri diretti in casa. I soli successi con Cremonese e Udinese non bastano per sorridere e dopo i tanti punti persi con Lecce, Verona e Cagliari, iniziare a imporsi nelle partite che la Fiorentina può e deve vincere sarebbe il viatico migliore per affrontare, scrollandosi di dosso la paura, i prossimi mesi. Quando al Franchi arriveranno poi Pisa, Parma, Sassuolo e Genoa.


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