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Repubblica - Nessuna festa al Franchi. Esplode la contestazione, ma c'è chi celebra la salvezza

Pochi minuti prima del triplice fischio della partita contro il Genoa il pubblico del Franchi ha iniziato a far sentire la propria voce

Un pareggio bastava e un pareggio è arrivato. Ma, come da attese, il punto-salvezza è stato accolto dalla contestazione veemente e forte del Franchi, con la squadra pesantemente messa nel mirino dalla curva e cori («Fate ridere» e «Siete uomini di m...a») che hanno accompagnato insieme ai fischi il finale di partita. Finisce così Fiorentina-Genoa, scrive la Repubblica, una partita che con il suo 0-0 ha regalato sì la matematica certezza della salvezza a Vanoli, ma ha anche scoperchiato l'insoddisfazione di una piazza che adesso si aspetta risposte diverse da proprietà e dirigenza, un campionato all'altezza e un tabula rasa in una rosa considerata inadeguata per valori umani ancora prima che tecnici.

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CONTESTAZIONE. Un epilogo pesante e attendibile, arrivato al termine di una stagione di passione, con la paura della retrocessione scacciata via piano piano ma con prestazioni, come quelle di ieri, decisamente insufficienti per lacune tecniche, tattiche e di bel gioco che hanno esasperato la piazza. La disaffezione è evidente: anche ieri in molti hanno rinunciato a seguire la partita dal vivo - ufficialmente gli spettatori erano 19mila ma lo stadio presentava enormi spazi vuoti. Chi c'era invece ha fatto sentire la propria voce, Curva Fiesole in primis, seguita a ruota dagli altri settori dello stadio. Lo 0-0 finale si commenta da solo: un classico pareggio di fine stagione tra due squadre che si sono accontentate o, come nel caso della Fiorentina, hanno avuto paura di vincere per non rischiare di perdere la partita. L'unico sorriso, in mezzo alla pioggia e al cielo plumbeo del Franchi, è arrivato da Braschi, schierato titolare e applaudito a fine partita dal pubblico. Prima della contestazione finale, che ha messo nel mirino soprattutto i giocatori. In attesa di risposte dalla proprietà.

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SODDISFAZIONE. Già la proprietà. Il presidente Giuseppe B. Commisso ha fatto le congratulazioni tramite Instagram alla squadra per il risultato. «Complimenti per la salvezza, grazie ragazzi», ha postato sui social poco dopo il triplice fischio. «Quando sono arrivato qua mi aveva chiesto la salvezza vista la classifica e la paura, questa salvezza è dedicata a Commisso», ha esordito Paolo Vanoli in conferenza stampa indossando una maglia celebrativa dedicata proprio a Rocco Commisso. Poi il tecnico è tornato sui fischi: «La contestazione non è stata accusata dai giocatori, che sanno che devono fare di più. I tifosi hanno diritto ai fischi perché meritano una Fiorentina diversa. Detto questo siamo stati bravi a raggiungere un obiettivo che nessuno aveva mai raggiunto, anche con mezzi e situazioni particolari, con una squadra non costruita da me. Adesso la società farà le sue valutazioni per costruire, sono sicuro, una Fiorentina di alto livello. Il mio futuro? Deciderà la società che ha un'opzione, abbiamo già parlato ma c'è massima fiducia e un bellissimo rapporto, io sono felice di aver scritto due pagine storiche, la vittoria della Coppa Italia e la salvezza di quest'anno».

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LA REAZIONE DELLA SQUADRA. La contestazione è stata accettata anche dal gruppo squadra: «Siamo felici per la salvezza, perché durante l'anno sembrava difficile anche con la qualità della rosa raggiungere questo obiettivo. La delusione dei tifosi la capiamo, è tutta la rabbia che abbiamo anche noi, non è la prima volta che prendiamo fischi, non è bello ma fa parte del lavoro. Futuro? Voglio essere un leader di questa squadra, ora giochiamo con la testa libera», ha detto Pongracic.


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