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Repubblica - L'arcobaleno di Mandragora e l'arcobaleno viola: a Torino risorge il sole

La Fiorentina si regala una bella gioia al termine di una stagione avara di soddisfazioni. Rovinati i piani della Juventus

Non è vero che il veleno è sempre nella coda, scrive l'edizione fiorentina de la Repubblica. Anzi, capita che dopo tanti bocconi amari nel finale arrivi la gioia, il retrogusto dolce che cancella parzialmente le amarezze. E con una partita di dignità e orgoglio, quello chiesto a gran voce dalla curva e dalla tifoseria, la Fiorentina passa a Torino, batte 2-0 la Juventus e si regala una piccola gioia nel finale di stagione, rovinando i piani dei rivali di sempre, complicando il cammino Champions di Spalletti, ammutolendo uno Stadium rimasto in silenzio alla fine della partita ed evitando di scrivere un record negativo. Con i 41 punti e in attesa dell'ultima partita con l'Atalanta, la Fiorentina non chiuderà con il peggior rendimento in Serie A nell'era dei tre punti, ma in maniera dignitosa oltre i quaranta punti. Così come dignitoso e in crescendo è stato il 2026 viola, chiuso con un successo nella Torino bianconera che mancava da sei, lunghissimi, anni.

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SPIRITO GUERRIERO. Una vittoria accorta ma che non fa una piega per come la Fiorentina ha interpretato, gestito e chiuso la partita, con leggerezza mentale, difendendosi con ordine e compattezza e ripartendo spesso con qualità. Il tutto impreziosito dalle giocate dei singoli, con Ndour ancora una volta a segno con una big, con Solomon abile a ribaltare l'azione, con la solidità della coppia Pongracic-Ranieri, bravi a respingere qualsiasi pallone dentro l'area di rigore e con Mandragora presente nel momento della necessità, incarnando a pieno lo spirito guerriero che gli ultras chiedono. Vanoli si presenta con la Fiorentina migliore, con la difesa titolare, Brescianini preferito a Mandragora in mezzo al campo e Solomon e Parisi esterni a sostegno di Piccoli. L'approccio, a differenza di Roma, è da squadra che ha la testa giusta. E piano piano, dopo una piccola sfuriata della Juventus, i viola capiscono che ci sono margini per poter far male.

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ARCOBALENO. E al primo vero affondo, la Fiorentina colpisce. Ndour riceve l'imbucata di Solomon e fredda Di Gregorio sul primo palo portando i viola meritatamente in vantaggio. Un gol che addolcisce l'amarezza e il dispiacere per l'infortunio di Parisi, uscito in barella per un crack al ginocchio che appare subito grave. La Fiorentina dopo il gol si scioglie, la fluidità del gioco migliora e Harrison va vicino al 2-0, chiudendo un primo tempo più che positivo. Il secondo tempo inizia con la Juventus più sbilanciata e intraprendente e con i viola schiacciati dentro la propria metà campo, incapaci di uscire. De Gea respinge ancora su Conceição, Vlahovic vede il suo primo gol dell'ex annullato per fuorigioco, la difesa regge. E passata la tempesta Mandragora fa uscire il sole, con un arcobaleno di sinistro che vale il 2-0. Istantanea finale di un pranzo dolce, dolcissimo, arrivato nel momento giusto, quando senza obiettivi contava mettere in campo la dote più difficile, l'orgoglio. Adesso da confermare nell'ultimo atto con l'Atalanta.

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