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Repubblica: La felicità in una tazza. Il trofeo della Fiorentina è battere la Juve

Un'altra stagione tra diverse difficoltà, a metà classifica, ma ora arriva la Juve: il Franchi si riempie, Firenze ci crede (ricordando il passato).

L’ultimo urlo di gioia è dipinto su una tazza di ceramica, scrive La Repubblica. Il futuro, invece, è descritto in un sogno di plastica. Nella settimana che porta alla Juventus, Firenze medita su se stessa, sui giorni felici, sul presente senza lampi figlio di un calcio geneticamente modificato.

I ricchi sempre più ricchi e la classe media a galleggiare nel mare della malinconia, con quello scudetto sistemato al settimo posto quando va bene. È dura emozionarsi, e meno male che domani arriva l’evento dell’anno e il Franchi (40 mila spettatori previsti) torna a sembrare uno stadio vero, col volume tirato al massimo, le farfalle nello stomaco e la middle class decisa a tentare il miracolo contro CR7 e i suoi fratelli.

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EMOZIONI. I tifosi viola guardano e riguardano quella tazza commemorativa e le sue tracce su Youtube. Era il 20 ottobre del 2013: la Juventus di Conte in vantaggio di due gol, con Tevez che si permette di sfottere il colore viola citando sotto la Fiesole la mitraglia di Batistuta, e la Fiorentina di Montella che in pochi minuti ribalta tutto con una tripletta di Pepito Rossi e un gol di Joaquin.

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La tazza ricordo di quel giorno è il trofeo che ogni bravo tifoso ha sistemato nella sua bacheca, in cucina o in salotto.

SENZA UN TITOLO. L’unico dell’era Della Valle, quella iniziata dalla C2 e vissuta di momenti di grande eccitazione collettiva, con un passaggio in Champions, due semifinali di Europa League e una finale di Coppa Italia.

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Onde che salgono e scendono: dalla mitologia del Prandelli “fiorentino” al buio di Mihajlovic, dal gioco di Montella al primato di Sousa e ancora nella penombra del bilancio perfetto.

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