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Repubblica – Juve-Fiorentina, sfida degli ex. Con voci anche sul futuro

Sfida dei tanti ex quella tra Juve e Fiorentina. Da Vlahovic a Kean, Paratici, Fagioli, Mandragora e Rugani

Qualcuno ci ha giocato, altri hanno rischiato di farlo e poi c’è chi ha il dente avvelenato. Sul fronte viola la partita contro la Juve ha indubbiamente più obiettivi personali che collettivi, considerando la salvezza ormai aritmetica raggiunta dalla Fiorentina, scrive Repubblica Firenze. 

Spirito decisamente diverso per la Juventus, impegnata in una frenetica lotta per un posto in Champions. E così per la formazione di Spalletti gli ultimi 180 minuti della stagione sono un incrocio pericoloso che mette loro davanti due rivali storiche come Fiorentina e Torino pronte allo sgambetto clamoroso. Ha vestito la maglia bianconera per undici anni Nicolò Fagioli: regista sul quale il club viola ha deciso di costruire il futuro, mercato permettendo. Fagioli non si è lasciato benissimo con la Juventus, soprattutto con l’allenatore che lo guidava al tempo ovvero Thiago Motta. Panchine ed incomprensioni lo spinsero nel gennaio del 2025 a vestirsi di viola, la qualificazione in Europa fece poi scattare il riscatto obbligatorio. 

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GLI EX. Domenica (o quando sarà) giocherà per la prima volta dall’addio nello stadio della Juve da “avversario viola”, ma quando al Franchi lo scorso anno la Fiorentina schiantò i rivali per 3-0 (peraltro provocando proprio l’esonero di Motta), il centrocampista in campo esultò come fosse stato fiorentino da tempo. Niente contro il club o i suoi tifosi, ma la rivincita nei confronti dello staff tecnico fu enorme. E se Rugani è in prestito ma di proprietà della Juve, è invece troppo annacquato il passato bianconero di Mandragora, a Crotone, Udine e Toro prima di arrivare a Firenze. Decisamente più vivo quello di Kean che appena due campionati fa correva con la maglia della Juve sulle spalle. Una stagione, quella 2023-‘24 fatta di infortuni e zero gol che lo ha portato a sposare la causa viola nell’estate 2024. Ventidue i gol complessivi segnati da attaccante della Juve in 123 gare, mentre a Firenze in meno di due stagioni e 77 partite complessive ha esultato 34 volte. L’obiettivo primario per l’attaccante è riuscire a tornare almeno tra i convocati, impresa dura visto che anche ieri ha svolto solo una piccola parte dell’allenamento in gruppo. Ci proverà, ma serviranno ancora un paio di giorni per capire se dopo un mese e mezzo a lottare con la tibia infortunata, Moise potrà rientrare. 

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VOCI. Poi ci sono Gudmundsson e De Gea: sul primo ha manifestato un certo interesse la Juventus nell’ultimo anno, soprattutto nel mercato di gennaio, per capire eventuali possibilità di affondo. La Fiorentina in crisi e pienamente coinvolta nella lotta per non retrocedere non poteva aprire nemmeno uno spiraglio e dopo qualche ammiccamento la cosa è morta lì. Sul portiere invece si narra di come i bianconeri, insoddisfatti di Di Gregorio, siano piombati recentemente. Lo spagnolo non sembra la prima scelta (al contrario di Alisson) e comunque a Firenze sta alla grande. Grande però è anche il suo stipendio ed una Fiorentina senza Europa potrebbe esser costretta a fare due conti. Per ora sull’asse De Gea-Juventus non c’è comunque nulla di concreto. 

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PARATICI. Dal campo alla scrivania. Perché la storia più attesa di questa sfida riguarda il ds Fabio Paratici che nella Torino bianconera ha trascorso undici anni vincendo 19 trofei. Nessuno al tempo poteva immaginarselo a guidare le operazioni tecniche della Fiorentina. Ma così è da tre mesi abbondanti e, stando al suo contratto, lo sarà per altri quattro anni. Paratici è probabilmente il dirigente più corteggiato del momento ma il suo pensiero resta h24 sulla rivoluzione viola che dovrà portare la sua firma. Perché di scossoni clamorosi da queste parti se ne sono visti abbastanza. Ed una tifoseria già prosciugata di felicità dopo una stagione così non ne merita altri. Ah, dall’altra parte ci sarebbe uno come Vlahovic davanti, cresciuto ed esploso a Firenze, ed un allenatore come Spalletti nato ad una cinquantina di chilometri dal Franchi. Niente male.


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