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Repubblica – Il gennaio che serviva. Dal mercato sono arrivate le riparazioni giuste

La Fiorentina ha fatto quello che serviva col mercato di gennaio, riparare. Ottimo impatto di Harrison, Solomon e Brescianini

Come sottolinea Repubblica Firenze, la Fiorentina ha fatto esattamente quello che serviva col mercato di gennaio, riparare. Con gli innesti la dirigenza viola è andata a tappare alcune lacune parse evidenti, seguendo quanto richiesto dal tecnico per cambiare maschera a una Fiorentina prevedibile, apatica e soprattutto perdente. 

ESTERNI. Dei cinque volti nuovi, tre sono diventati immediatamente protagonisti nel 4-1-4-1 con tendenze al 4-3-3 con cui Vanoli sta provando a traghettare fuori la Fiorentina da una situazione di classifica quanto mai pericolosa. L’immediato arrivo di Manor Solomon e quello qualche settimana più tardi di Harrison sono stati provvidenziali. Calciatori in grado di giocare su entrambe le fasce, motivati, funzionali. Molto più tecnico il primo, capace di intuizioni geniali e dribbling nello stretto che ne fanno un giocatore adatto a creare superiorità numerica grazie all’uno contro uno. Più aggressivo, intenso e fisico l’inglese, a dimostrazione che anche coloro che giocano poco o nulla in Premier League possono fare la differenza soprattutto grazie al dinamismo nel nostro campionato. L’arrivo di calciatori in grado di partire larghi ed accentrarsi o andare sul fondo e trovare il traversone, ha allargato il campo viola. Dando soluzioni, permettendo di sviluppare il gioco non soltanto al centro con il solito lancio per Kean parso a lungo l’unico schema percorribile, e donando anche forze fresche sul piano fisico e mentale. L’adattamento alla serie A è stato accelerato viste le condizioni viola e l’impatto è stato immediatamente percepibile. Solomon ha già segnato due reti contro Napoli e Torino, una giocando a destra e l’altra accentrandosi e calciando partendo da sinistra, a testimonianza della duttilità di manovra. Harrison è più indietro nell’intuire i tempi di gioco considerando che ci mette sempre un attimo di troppo a liberarsi del pallone. Ma non smette mai di correre e rincorrere (caratteristica fondamentale nelle squadre che lottano per salvarsi) e ha comunque impreziosito il suo gioco tutto sostanza e furia agonistica con qualche tocco prelibato. Vedi l’assist per Kean contro il Torino, o il pallone abbastanza simile consegnato a Mandragora nell’azione del rigore conquistato a Como. Insomma la Fiorentina ha davvero riparato alcune criticità, senza dimenticare che il fosforo in mezzo è arrivato da un altro arrivo, Brescianini

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CENTROCAMPISTI. L’ex Atalanta ha preso il posto di Ndour mettendo in campo la stessa forza fisica ma aggiungendo qualcosa dal punto di vista tecnico-tattico. Ha già segnato (contro il Cagliari), preso traverse (con il Milan), dimostrando un inserimento in squadra graduale ma naturale. Non è in lista Uefa e di conseguenza non giocherà contro lo Jagiellonia proprio perché considerato imprescindibile in campionato. In Europa quindi spazio al quarto acquisto, Giovanni Fabbian, uno che ancora deve entrare nei meccanismi per quanto visto fino ad ora. Al momento è un’alternativa in grado di aggiungere profondità e giocate offensive, in attesa che diventi in futuro giocatore chiave. In Polonia tornerà dal primo minuto sperando di far vedere già alcuni progressi.

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DIFENSORE. Il quinto acquisto, il difensore Rugani, è il più discusso. Non tanto per le qualità, ma per lo stato di forma non perfetta in cui è arrivato dopo un lungo infortunio. Quello del difensore centrale è stato ad ora il tassello meno azzeccato del mercato, sperando che presto possa invece invertire le impressioni. Proprio oggi l’ex juventino verrà presentato (ore 14.30) e farà il punto sulle proprie condizioni facendo capire se contro il Pisa potrà arrivare la prima convocazione. C’è realmente bisogno di tutti.

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