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Repubblica - Gudmundsson sfida Zaniolo: confronto tra numeri 10. Quando il talento non basta

L'islandese rientrerà dal primo minuto a Udine, a causa dell'assenza di Solomon. Dovrà caricarsi la Fiorentina sulle spalle

Il talento non basta. Non è il solito luogo comune nel mondo del calcio, ma la pura verità. Serve applicazione, capacità di reggere le pressioni e integrità fisica. Altrimenti non è semplice raggiungere il top ma soprattutto diventa impossibile rimanerci, scrive La Repubblica. Chiedere a Nicolò Zaniolo e Albert Gudmundsson, giocatori dalle qualità tecniche indiscutibili che, per un motivo o per l'altro, non hanno ancora espresso il proprio massimo. I due hanno mostrato in carriera lampi abbaglianti e abilità sopraffine, ma per un motivo o per l'altro pur essendo nel pieno della maturità devono ancora sfruttare tutto il proprio potenziale.

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COMPAGNI CONTRO. Domani sera si troveranno uno di fronte all'altro, in una partita che per l'Udinese è importante solo per riprendersi dopo tre sconfitte di fila senza reali obiettivi stagionali, mentre per i viola vale l'ennesima gara chiave nella lotta salvezza. Insomma, non si gioca per lo scudetto o per un posto in Champions e il talento dei singoli non è bastato per ottenere di più. I due lo scorso anno sono persino stati compagni di squadra per un breve periodo, quando Zaniolo lasciò l'Atalanta nel mercato di gennaio per immergersi anche romanticamente nell'avventura fiorentina, proprio là dove tutto ebbe inizio. Nicolò, infatti, entrò a undici anni nel settore giovanile viola prima di spiccare il volo verso altri lidi a 17. L'idea sembrava giusta ma presto tutto andò a rotoli e tra cambio di modulo, difficoltà fisiche e qualche scivolone pure fuori dal campo, il Fiorentina-bis di Zaniolo si chiuse con 13 presenze e nessuna rete, prima del nuovo addio.

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DIVERSI MA SIMILI. Sono invece 64 le partite giocate con la maglia della viola sulle spalle dall'islandese, 15 i gol in totale. Anche se rimane sempre quella sensazione di un giocatore ancora lontano rispetto al trascinatore ammirato ai tempi del Genoa. Più attaccante Zaniolo, fortissimo fisicamente e con un mancino potente anche nei tiri da fuori: decisamente più rifinitore Gud, molto più abile nello stretto e capace di coprire svariate parti del campo. Entrambi spesso costretti a lottare contro gli infortuni, anche se su questo piano all'italiano è decisamente andata peggio. Dopo le ombre del recente passato, Zaniolo ha fatto un passo indietro, a Udine, per provare poi a farne due in avanti. Ha ritrovato continuità, l'indiscussa titolarità e anche felicità. Sono 24 le gare giocate con l'Udinese condite da sei reti e tanti complimenti dagli allenatori avversari: l'ultimo è stato Vincenzo Italiano che ha sentito il dovere di ripetergli «sei fortissimo» dopo l'ultimo incrocio con il suo Bologna.

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IL MOMENTO DI GUD. Per Gudmundsson finora sono 31 le presenze stagionali, 7 le reti e una caviglia che lo ha fatto più volte tribolare. È rientrato contro lo Jagiellonia e ora c'è bisogno di lui più che mai. Anche perché Solomon, forse il più in forma tra i viola, si è procurato una lesione tra il primo e il secondo grado del retto femorale destro. Salterà almeno sei partite compresi gli ottavi di Conference con il Rakow Częstochowa e rientrerà dopo la sosta di marzo, sperando di vederlo di nuovo in campo a inizio aprile a Verona.


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