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Repubblica - Fiorentina, vittoria al fotofinish e una grande iniezione di fiducia

La testa dei viola era allo scontro salvezza di lunedì contro la Cremonese, ma la vittoria col Rakow riporta morale e serenità

La Cremonese era e resta la priorità. Ma per arrivare a Cremona con il morale alto c'era bisogna di uno squillo, di un cambio di passo dopo Parma e  di una vittoria che generasse un segno più al morale in vista di un incrocio vitale per la salvezza. La vittoria con il Rakow per 2-1 in Conference League assume per la Fiorentina i connotati della medicina più preziosa in vista del campionato, scrive la Repubblica. Un successo, in rimonta, sancito dai gol di Ndour e Gudmundsson, necessario per il presente e per il futuro e frutto delle idee di Vanoli. Bravo a non risparmiare nessun big, né all'inizio né a gara in corso, a non inserire troppi primavera onorando l'impegno e a volere una vittoria vitale per il suo gruppo.

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AMPIO TURNOVER. Un vantaggio che adesso dovrà essere difeso in Polonia tra sette giorni, magari evitando i patemi del play off con lo Jagiellonia, per tenere aperto un sogno chiamato Conference. Da vivere con la testa libera e senza pressione, quella invece che il campionato offrirà fino alla fine, fino a quando la salvezza non sarà conquistata e che dovrà necessariamente passare da una vittoria scacciacrisi e scacciapensieri contro la Cremonese. Vanoli sceglie una Fiorentina non sperimentale, con nessun Primavera dall'inizio e tante certezze di formazione, pur in un contesto di ampio turnover. Christensen in porta, Comuzzo Ranieri coppia centrale con Fortini e Gosens sulle corsie esterne. In mezzo Mandragora in regia, Ndour e Fabbian mezzali e davanti Parisi e Fazzini accompagnano Piccoli.

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BOTTA E RISPOSTA. Il ritmo della partita è fin da subito più alto di quello soporifero visto con il Parma in campionato e dopo un brivido in avvio, Christensen che respinge su Pienko, la Fiorentina alza il livello del ritmo, rischiando anche qualche giocata non pervenuta in campionato. Gosens ci prova ditacco aereo, mentre la macro occasione per il vantaggio capita sui piedi di Fazzini che, a seguito di un bello spunto di Parisi sulla destra, calcia alto al volo da buona posizione. Tutta l'inerzia positiva del primo tempo viene però spazzata via da un secondo tempo approcciato, come spesso accade, sottotono. E dopo quindici minuti piatti il Rakow sblocca la partita con Brunes, bravo a approfittare di una lettura sbagliata di Comuzzo. Il gol scuote la Fiorentina che dopo due minuti pareggia la partita: Ndour in volée trova un gran tiro sotto la traversa per l'1-1 che rimette immediatamente i conti in ordine. Le squadre si allungano, Vanoli inserisce sia Dodo, che Harrison e Gudmundsson per vincere la partita e grida alla sfortuna su un tiro di Piccoli che finisce sulla traversa dopo un bel coast to coast, mentre pochi minuti dopo sempre il centravanti viola scivola sul più bello prima di battere a colpo sicuro Zych e calciando alto.

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AL FOTOFINISH. La voglia e la caparbietà vengono però premiata al novantesimo: Dodo da destra crossa trovando il fallo di mano di Ameyaw che vale il rigore. Gudmundsson, fino a quel momento impalpabile, trasforma il penalty che vale il 2-1, una bella vittoria, un giusto vantaggio in vista del ritorno ma soprattutto, una bella iniezione di fiducia in vista di Cremona. Una partita che vale mezza salvezza ma che la Fiorentina preparerà in questi giorni con la serenità di chi è ripartita e non con la pressione di un risultato negativo. Con la Conference che ancora una volta si dimostra la più preziosa alleata e con un pubblico che dopo i fischi e la contestazione di domenica ha applaudito la squadra, cantando e incitando.


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