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Repubblica - Fiorentina, un'occasione buttata via. L'incubo retrocessione non se ne va

La Viola non approfitta delle sconfitte di Lecce e Cremonese e resta inchiodata al terzultimo posto. Esordio shock per Rugani

Niente da fare. Neppure di fronte a un'occasione favorevole, scaturita dai risultati delle dirette rivali per la salvezza, la Fiorentina non riesce ad allontanarsi dalla zona retrocessione e, invece di compiere il passo decisivo verso lidi più tranquilli con una vittoria o un pareggio, resta al terzultimo posto in coabitazione con Lecce e Cremonese, perdendo malamente 3-0 a Udine. Una partita giocata male, approcciata male e preparata male da Vanoli, principale responsabile di una debacle pesante per i risvolti mentali e tattici. Così la Repubblica.

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MALE LA DIFESA A TRE. Invece di continuare nel solco della continuità tattica, con la difesa a quattro che aveva portato a un cambio di marcia a livello di punti e risultati, il tecnico ha riproposto quella difesa a tre rigettata dal gruppo fin da inizio anno con Pioli, scegliendo nel momento più delicato e inappropriato della stagione di inserire Rugani dal primo minuto, ultimo arrivato e a secco di minuti in partite ufficiali da dicembre. Il risultato? Una squadra bassa, impaurita, fin dall'inizio preda dell'Udinese e con Rugani protagonista in negativo in tutti e tre i gol bianconeri, frutto della ruggine di tanta inattività. Nel grigiore generale male un po' tutti, con Kean uscito per un fastidio alla caviglia, Gudmundsson impalpabile, Fagioli imbrigliato e Pongracic sostituito per disperazione all'intervallo.

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KABASELE LA SBLOCCA. Dicevamo che Vanoli sorprende tutti e lancia dal primo minuto, alla prima da titolare in viola, Rugani al centro della difesa. Una retroguardia che si presenta a tre, tornando all'antico, con Rugani, Pongracic e Ranieri al centro e con Parisi ed Harrison esterni di centrocampo. Davanti Gudmundsson accompagna Kean partendo da trequartista. L'inizio di Rugani è però di quelli da dimenticare e al primo vero pallone in marcatura, sugli sviluppi di un corner per l'Udinese, l'ex Juve scivola lasciando Kabasele libero di colpire di testa per il vantaggio. Per buona parte del primo tempo la Fiorentina recita uno spartito già visto in negativo a inizio anno e, complice un modulo mai digerito, fatica a trovare spazi e linee di passaggio, con tanto possesso palla fine a sé stesso, difficoltà nel verticalizzare e manovre che spesso finiscono in retropassaggi a De Gea. Le uniche occasioni, una punizione e un tiro alto di Mandragora arrivano con discese di Harrison a destra, mentre Fagioli fatica a cucire gioco come nelle ultime partite e Kean non viene quasi mai rifornito. Dall'altra parte è bravo De Gea a respingere su Davis un tiro pericoloso.

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TRIS FRIULANO. All'intervallo fuori Pongracic ammonito e dentro Comuzzo e fuori Brescianini per Ndour. Baricentro alzato di qualche metro, con rovescio della medaglia occasioni concesse ai friulani in contropiede con Davis e Zaniolo. Antipasto al raddoppio che arriva poco dopo l'ora di gioco. Rugani abbatte Davis in area e sempre l'inglese dal dischetto trasforma il rigore del 2-0 che chiude la partita, prima del 3-0 di Buksa ancora su errore di Rugani. Adesso una settimana di passione in attesa dell'ennesima ultima spiaggia, domenica contro il Parma, proprio nella giornata in cui Lecce e Cremonese si affronteranno nello scontro diretto. Un'altra domenica da sfruttare, ammesso che Vanoli e la Fiorentina abbiano realmente voglia di uscire dalla palude della zona retrocessione.


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