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Repubblica - Fiorentina, 'pecunia non olet': la vittoria di Verona sa solo di salvezza

Una partita brutta, sofferta, ma che vale tre punti: la distanza su Lecce e Cremonese adesso è di cinque lunghezze

Se i latini avevano coniato il detto pecunia non olet per dare un significato al fatto che i soldi non avevano odore, certe vittorie, nel calcio, hanno il medesimo sapore. Brutte, sporche, non meritate, ma maledettamente importanti nell'indirizzare una stagione. E nell'1-0 di Verona, scrive la Repubblica, la Fiorentina ha trovato un successo che sa di salvezza, per i punti importanti portati a casa e per il balzo in classifica: i viola salgono a 32 punti, scavalcano il Cagliari sconfitto a Reggio Emilia e si portano - momentaneamente - a +5 su Lecce e Cremonese, terzultime e impegnate tra oggi e domani in sfide tutt'altro che semplici con Atalanta e Bologna.

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SORRISO. Con il Verona, a dicembre, perdendo la Fiorentina aveva toccato il suo punto più basso, ultima in classifica e con otto punti dalla zona salvezza. Da lì è ripartita, adesso respirando e guardando con slancio al futuro, specie in Conference, dove il sogno trofeo può riscattare una stagione opaca. Ma oltre il successo da Verona Vanoli non si porta a casa molto di più: sul piano del gioco, dell'atteggiamento, della qualità e della mentalità la Fiorentina ha compiuto tre passi indietro rispetto alla sosta, evidenziando quelle debolezze che erano state espressione della fragilità di inizio stagione. Ma in un momento diverso, se questa partita qualche tempo fa i viola l'avrebbero persa, stavolta tornano a casa con il sorriso. Un sorriso che ha il volto di Nicolò Fagioli: decisivo, trascinatore e luce in mezzo al buio tecnico per novanta minuti. Suo il gol che potrebbe valere la Serie A, sue le giocate più belle di un pomeriggio in cui anche De Gea ha tirato fuori il meglio di sé, con parate che hanno tenuto a galla la Fiorentina nel primo tempo.

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MEGLIO IL VERONA. Senza cinque giocatori (Solomon, Parisi, Dodo, Fortini e Mandragora) rimasti a Firenze e nemmeno convocati, Vanoli nell'undici titolare ha dovuto fare di necessità virtù. Comuzzo terzino a destra, con Pongracic e Ranieri centrali e Gosens a sinistra. Fabbian preferito a Brescianini - anche lui non al meglio fisicamente - mentre davanti tocca ancora a Kean, dopo i gol in Nazionale, far svoltare la Fiorentina. L'avvio è buono e produce la migliore occasione viola del primo tempo, con Fagioli che centra la traversa con un tiro da fuori area. Poi, pur con le difficoltà di una classifica quasi spacciata il Verona si fa preferire in tutto, intensità, determinazione e velocità nel girare palla e produce tre grandi occasioni con Bernede, Orban e Oyegoke, tutte respinte provvidenzialmente da De Gea. La Fiorentina chiude la prima frazione in maniera ampiamente insufficiente, per ritmo, idee e fraseggio, con qualche spunto isolato di Gudmundsson e Fagioli e tanta fatica nel servire Kean, soprattutto a destra con Harrison e Fabbian in difficoltà anche in fase difensiva.

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ADESSO LONDRA. Nel secondo tempo Vanoli rimescola le carte, passa a un classico 4-4-2 con Piccoli a fianco di Kean per avere un po' più di peso offensivo, ma la storia non cambia con una Fiorentina impaurita, lenta, e in balia dell'Hellas. Poi, nel momento più buio Fagioli tira fuori dal cilindro il tiro che vale l'1-0, decisivo. Un vantaggio difeso nel finale in mezzo a un nervosismo esasperato, con Gudmundsson e Suslov espulsi al termine di una rissa da saloon in campo, con maglie strappate e aggressioni. Poi la liberazione finale per una vittoria che vale moltissimo. E che permette adesso di guardare la sfida con il Crystal Palace con la testa libera di chi ha messo a posto la priorità, la salvezza, e può permettersi di sognare, in Conference, un trofeo che varrebbe tantissimo nell'anno del Centenario.


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