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Repubblica - Fiorentina, conferme e sorrisi in Polonia. E una punizione all'allenatore avversario

I viola vincono con tre gol di scarto e ipotecano la qualificazione agli ottavi di finale. Tante le buone sensazioni in vista del Pisa

Tutto come nelle più rosee e più ottimistiche previsioni della vigilia per la Fiorentina, scrive la Repubblica. La vittoria contro lo Jagiellonia indirizza la qualificazione in vista della gara di ritorno di Firenze. Rotazione degli uomini, con chance, ripagata dai fatti, per chi ha giocato meno, gestione delle forze in vista del campionato e della delicata sfida salvezza contro il Pisa e, soprattutto, voglia di onorare quella Conference che da fastidio può diventare in questo finale di stagione un'opportunità.

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SORRISI. La Fiorentina compie a pieno il proprio dovere, passa 3-0 in Polonia a Bialystok e mette una seria ipoteca sugli ottavi di finale regalandosi in una serata fredda, ma felice, tanti sorrisi in valigia utili per il campionato. Quelli della vecchia guardia, Mandragora e Ranieri, entrambi a segno e ancora una volta protagonisti principali nel momento del bisogno, quando serviva l'esperienza dei più rappresentativi. Quelli di Piccoli, a segno su rigore, e di Fazzini e Gosens, giocatori fermati da infortuni più lunghi del previsto ma tornati in buona condizione, proprio in un finale decisivo in cui ci sarà bisogno di tutti. Tra le storie belle anche Lezzerini, titolare dopo nove anni e mezzo dall'ultima volta con la Fiorentina e autore di un clean sheet accolto dagli abbracci dei compagni. Senza Kean, Dodo, Gudmundsson, Solomon e De Gea, rimasti a Firenze per infortunio o per un riposo precauzionale e senza Rugani, Brescianini e Christensen, fuori dalla lista Uefa, Vanoli conferma le indicazioni della vigilia e con Lezzerini in porta lancia una squadra italiana per nove undicesimi, con i soli Harrison e Gosens stranieri e con ben quattro prodotti del settore giovanile dal primo minuto.

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POCHI SUSSULTI. In un campo non in perfette condizioni - per usare un eufemismo - e pericoloso per il rischio infortuni e in una temperatura glaciale, con -7 gradi segnalati al fischio di inizio, il primo tempo scorre via senza particolari sussulti, almeno nella sua prima fase. Viola attenti a chiudere gli spazi a uno Jagiellonia intraprendente in avvio, poi in crescita nel resto della frazione, con due macro occasioni nel finale per Fabbian: l'ex Bologna ci prova due volte impegnando Abramowicz, prima di un colpo di testa a lato di Gosens.

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PUNIZIONE. Un prologo a un secondo tempo in cui la Fiorentina legittima le buone sensazioni dell'intervallo. Ndour vede il suo tiro respinto da Vital, sull'angolo successivo Ranieri di testa batte un non esente da colpe Abramowicz per il vantaggio. Il gol stappa la partita, lo Jagiellonia reagisce con Imaz, Fortini sfiora il raddoppio, poi i viola vengono salvati dal palo sul calcio di punizione di Wdowik. Pochi minuti dopo, nel momento di maggior pressione dei polacchi il raddoppio: Mandragora dal limite dell'area su punizione trafigge per la seconda volta Abramowicz. Nel finale gloria anche per Piccoli che si procura e trasforma il rigore dello 0-3. Punendo anche la tracotanza dell'allenatore dello Jagiellonia Siemieniec che alla vigilia aveva punzecchiato con un eloquente «a fine gara scoprirete il mio nome». A giudicare dal risultato un'uscita infelice di chi pensava di approfittare di una Fiorentina B, invece compatta, precisa e cinica, proprio come Vanoli aveva immaginato.

ADESSO IL PISA. Oggi, dopo un'altra notte in Polonia, il rientro da Varsavia a Firenze per preparare, da domani, il derby con il Pisa. Torneranno i titolarissimi, ma con la certezza che in panchina i compagni sono arrivati a un buon livello. E che la tanto discussa Conference ancora una volta ha portato gioia e speranza in un momento complicato.


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