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Repubblica - Empatia, stimoli e lavoro il calcio secondo Grosso per riportare i viola in alto

La Repubblica di oggi si concentra sul profilo del prossimo allenatore viola

Del Fabio Grosso calciatore si sa tutto, scrive oggi La Repubblica. Una carriera in crescendo tra Perugia, Palermo, Inter, Lione e Juventus arriva-ta alla sua sublimazione nell'estate del 2006, quando, da protagonista non atteso, trascina l'Italia a suon di gol e giocate decisive verso l'ultimo mondiale della sua storia.

GLI ESORDI E LE ESPERIENZE ALL’ESTERO. Il Fabio Grosso allenatore invece, ai più, è stato un mondo per tanti anni ignoto e soltanto nelle ultime stagioni più chiaro, con risultati importanti e un gioco finalmente sbocciato tra Frosinone e Sassuolo. Squadre con cui Grosso ha raccolto i frutti principali del suo lavoro dopo tanti anni di semina e anche di esoneri: partito come primo allenatore nel settore giovanile della Juventus, proprio con Paratici come direttore sportivo, Grosso tra il 2017 e il 2021 oscilla senza fortuna tra Italia ed estero, con parentesi non felicissime a Bari, Verona, Brescia e Sion, costellate da qualche esonero e dalla sensazione che lo status di campione del mondo non basti per affermarsi come allenatore. Eppure tutti in quell'ex terzino goleador intravedono qualità anche in panchina: la svolta arriva a Frosinone, nel 2021 quando subentrando a Nesta prima salva i gialloblù, al secondo anno sfiora i play off, mentre al terzo centra la promozione con una cavalcata trionfale che gli vale anche la panchina d'argento per la Serie B. Per spiccare definitivamente il volo però è ancora presto: a Lione, nel 2023, la sua avventura da allenatore dura pochissimo, condita da un esonero e da un episodio bruttissimo prima della sfida con il Marsiglia quando, in seguito a un assalto degli ultras al pullman, rischia di perdere un occhio per colpa di una sassaiola che manda il vetro in frantumi.

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PROVINCIA. Ancora una volta però è la provincia a ridare linfa al tecnico: scelto dal Sassuolo con il difficile compito di gestire la prima retrocessione in B del club emiliano, Grosso in Emilia non solo si rilancia ma si consacra in maniera definitiva. Una promozione e una salvezza ottenute giocando un bel calcio e rivitalizzando tanti giocatori, dai più giovani Muharemhovic e Kone, fino a Laurienté e Berardi, consentono a Grosso di vincere il premio allenatore emergente del 2026, di essere lodato da tanti suoi colleghi, primo fra tutti Allegri, ma di finire anche nel taccuino di tanti dirigenti, Paratici in primis, oltre a Sartori, Massara, Manna e non solo.

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SALTO E MENTALITA’. A Firenze l’occasione per il grande salto, con un ds con cui tornare a lavorare dopo gli anni della Juve e con un modo di calcio chiaro: amante del 4-3-3 come sistema di partenza Grosso è abbastanza fedele alla linea che il modulo richiede. Un terzino fra i due più votato alla fase offensiva e uno più bloccato, un play basso capace di essere regista sì, ma anche primo schermitore della difesa, due mezzali che sappiano bilanciare inserimento con palleggio, portando qualche gol, e due esterni a cui viene data grande libertà, sia di manovra all’interno del campo, sia in fase offensiva. Esterni a cui chiedere qualche gol e assist. Ma più dei moduli quel che ha colpito tutti gli addetti ai lavori di Grosso è la cultura del lavoro e la capacità di relazionarsi con i giocatori, lavorando molto sulla testa: in una recente intervista a “Cronache di spogliatoio” Grosso ha svelato i segreti del suo ufficio, pieno di lavagne, così come lo spogliatoio, riempito di frasi motivazionali e non solo per tenere i calciatori sempre sul pezzo. Tutti tratti distintivi della tesi dal titolo “Atteggiamento, mentalità e motivazione... poi tattica e moduli”, con cui, nel 2013, a Coverciano è diventato allenatore e di un tecnico per il quale oltre alla tattica, per creare empatia e identità in una squadra serve altro, soprattutto il confronto quotidiano con i giocatori e stimoli continui. Caratteristiche che adesso dovrà portare in una Fiorentina reduce da una delle peggiori stagioni della sua storia e in una piazza comunque diffidente. In queste ore Grosso risolverà gli ultimi dettagli con il Sassuolo — tra cui quelli relativi allo staff — prima della firma in viola.

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