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Repubblica - De Gea, più addio che permanenza. La Fiorentina riflette, lui sogna la Champions

Il portiere spagnolo potrebbe lasciare il club gigliato a fine stagione. Tanti i dubbi, tra un ingaggio alto e poca leadership

Un capitano in stand by. Le ultime quattro partite di campionato, a partire da quella di domani sera sul campo della Roma, potrebbero anche rappresentare le ultime quattro gare con la maglia della Fiorentina e con la fascia al braccio per David De Gea. Il cui futuro, scrive la Repubblica, resta in forte dubbio dubbio e, almeno per il momento, con percentuali di permanenza inferiori a quelle, superiori, di addio in estate.

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VALUTAZIONI. Certo, come per tutti gli altri giocatori, qualsiasi decisione verrà presa a campionato terminato e salvezza ottenuta, ma gli ultimi mesi hanno registrato comunque dei movimenti. La Fiorentina, nella figura del suo nuovo ds Fabio Paratici, ha iniziato a valutare con attenzione ogni singolo elemento della rosa in ottica futura e sul portiere ex Manchester United i dubbi sono stati superiori alle certezze: avendo rinnovato lo scorso anno fino al 2028, con aumento dell'ingaggio a 3 milioni di euro, De Gea è uno dei più pagati della rosa. E, in vista di una spending review del monte ingaggi, resta uno di quelli più attenzionati per capire se l'alto ingaggio possa sposarsi con le linee guida del futuro.

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POCO LEADER. Ma la motivazione economica non è la sola. Nonostante la fascia di capitano, l'estremo difensore spagnolo ha faticato a imporsi come guida del gruppo e il suo rendimento ha seguito quello della squadra, gravemente insufficiente per metà stagione, dignitoso nel 2026, con parate e prestazioni all'altezza dello status e dei valori soltanto nel girone di ritorno. Una dicotomia, caratteriale e, di conseguenza, di rendimento, che per il futuro resta oggetto di analisi da parte della dirigenza. Dall'altro lato invece, dall'arrivo in Italia e con un biennio alla Fiorentina comunque positivo, è tornato alla ribalta, suscitando interesse e corteggiamenti intorno a lui. Tra i principali si registra quello della Juventus, vogliosa di dare il prossimo anno a Spalletti una squadra pronta per lottare per lo scudetto. David ha sempre messo la Fiorentina e la permanenza in viola tra le priorità ma la volontà di tornare a giocare la Champions League - una delle ultime possibilità della carriera - potrebbe risultare decisivo, oltre a ciò che la stessa società viola proporrà in termini di rilancio e ambizioni nel corso di questa estate.

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DUE STRADE. In caso di addio di De Gea la dirigenza ha davanti due strade: o quella intrigante di promuovere Tommaso Martinelli come primo portiere, o quella più realistica di cercare un profilo che garantisca la prossima stagione il passaggio tra un totem come De Gea e il futuro in casa, con Martinelli magari atteso da un altro prestito, non in Serie B ma in Serie A in una squadra di medio bassa classifica. In tal senso comunque gli ultimi sei mesi alla Sampdoria sono stati ottimi, con le sue parate che hanno contribuito alla salvezza senza patemi dei blucerchiati. Sampdoria che, dal canto suo, non disdegnerebbe di avere Martinelli un altro anno a Genova, magari nuovamente in prestito e dall'inizio dell'anno.


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