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Repubblica - Corsa, modulo, gregari e Paratici: tutti gli aspetti positivi della gestione Vanoli

Sono diverse le cose migliorate in casa Fiorentina da quando l'ex tecnico del Torino ha rilevato la panchina da Pioli

Ci sono diversi aspetti che conferiscono un significato positivo alla gestione di Paolo Vanoli da quando si è seduto sulla panchina della Fiorentina, scrive Repubblica. Il primo è quello fisico, che è passato per la valorizzazione di tanti calciatori, dapprima riserve e adesso diventati imprescindibili. Sul piano atletico grazie al lavoro del prof Ascenzi la Fiorentina ha ripreso a correre, con un doppio richiamo atletico a cavallo dell'anno che ha permesso di immagazzinare prima benzina e poi riempire il serbatoio in vista del rush finale.

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NUOVO ASSETTO. Poi c'è stato il piano tattico, in cui la lacuna più grossa di Vanoli è stata l'interregno tra il mantenimento della difesa a tre, rigettata dalla squadra durante la gestione Pioli, e il passaggio a quella a quattro, che ha portato benefici e svolta a livello di punti. Con il nuovo sistema, il 4-1-4-1, sono cresciuti tutti gli interpreti, a partire da Fagioli, vero leader tecnico che grazie a Vanoli ha compreso come il ruolo di play e di regista davanti alla difesa fosse quello più adatto alle sue caratteristiche. Il mercato di gennaio ha fatto il resto, con l'arrivo di esterni funzionali alla causa Solomon ed Harrison e due mediani di gamba, come Fabbian e Brescianini.

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GREGARI E UNA NUOVA SPALLA. E poi ci sono i gregari ,diventati indispensabili. Parisi, ad esempio, che con Pioli aveva giocato solo pochi minuti, è diventato il volto copertina del ‘vanolismo’. Ndour un calciatore che ha saputo ritagliarsi uno spazio importante unendo alla fisicità del centrocampista numeri buoni in zona gol. Da febbraio, dal punto di vista societario, Vanoli ha anche potuto contare sulla sponda del nuovo ds Paratici che, fin dal giorno del suo insediamento, nominandolo ‘Re Leone dello spogliatoio’, ha dato forza al tecnico agli occhi della squadra, legittimandone la leadership in un momento in cui si poteva pensare ad un avvicendamento, difendendolo sia dentro il Viola Park sia all'esterno di fronte a qualsiasi ipotesi di frizione.

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