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Repubblica - Antognoni non cambia idea: «Non andrò al Centenario, rispettate la mia volontà»

L’”unico 10” ha ribadito la sua volontà di non partecipare ai festeggiamenti del Centenario. Ferrari tende la mano, ma non basta

Cento anni di storia, ma senza l’Unico Dieci, scrive oggi Repubblica. Salvo ripensamenti che a questo punto sarebbero clamorosi, Giancarlo Antognoni non sarà presente alla festa per i cento anni di storia della Fiorentina, lui che del club è bandiera, simbolo e incarnazione più pura.

«L’ho già detto, ho avuto problemi con questa proprietà e non è cambiata — ha detto ieri Antognoni in occasione di una speciale targa ricevuta in Consiglio regionale a Firenze — Inutile che si parli della mia presenza, io ci sono sempre anche quando non sono presente. Mi dispiace non andare in occasione di una ricorrenza così importante, ma dovete rispettare la mia volontà e non posso e non voglio cambiare idea». Parole perentorie, segno di una ferita ancora aperta dopo l’addio consumatosi nel 2021, quando Antognoni decise di andarsene sbattendo la porta a causa dei forti dissidi con la dirigenza, in particolare con Joe Barone.

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DISSAPORI. Quell’addio fu l’apice di tensioni mai assorbite, nate da visioni opposte sul futuro tecnico e sul ruolo operativo che la bandiera avrebbe dovuto ricoprire nell’organigramma della Fiorentina dell’allora presidente Rocco Commisso. Allora Alessandro Ferrari era il responsabile delle relazioni esterne della Fiorentina, oggi ricopre la carica di direttore generale.

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PACE? E proprio l’attuale dirigente, in un’intervista a Repubblica uscita ieri, aveva provato a tendere una mano all’Unico 10. «Ci auguriamo che Giancarlo Antognoni possa scegliere di condividere con il popolo viola una giornata così speciale. Sarebbe il modo più bello per rendere omaggio a una storia che, da sempre, è anche la sua».

Una storia fatta di oltre 400 presenze con il giglio sul petto, durante le quali ha fatto innamorare generazioni di tifosi, legando il proprio nome a un mito che continua a essere tramandato nel tempo. Il club sta progettando grandi cose per il centenario, ma una festa senza il suo giocatore più rappresentativo, capace di sposare Firenze in tutto e per tutto, lascerebbe inevitabilmente un vuoto incolmabile nel cuore della gente.

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RISOLUTO. Ma Antognoni, almeno per il momento, è irremovibile: nemmeno un contatto diretto da parte del direttore generale viola potrebbe fargli rivedere la propria posizione. «Non penso che se mi telefonasse cambierebbe qualcosa. — ha proseguito — Mantengo la parola. Ferrari c’era già cinque anni fa, e non mi pare che abbia detto o fatto qualcosa in proposito. Né lui né chi era presente. E per quale motivo io devo fare un favore alla Fiorentina di oggi? Non mi hanno trattato bene, oggi ripagano quello che è successo. Io non torno indietro quando prendo una decisione. Ho rifiutato la Juve e la Roma nella mia carriera, figuriamoci se non ho la forza di rifiutare la convocazione per un evento del genere. Mi spiace tanto per i tifosi, ma con la società di oggi non ho legami».

Per la città, la presa di posizione di Antognoni è un colpo al cuore.


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