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Renato Astori: "Due anni senza Davide, ci ha salvato l'affetto della gente"

Il padre di Davide Astori parla a due anni dalla scomparsa del Capitano viola. Quest'anno niente messa per l'emergenza Coronavirus. E con i Della Valle...

«Sono passati già due anni da quel giorno terribile, ma in noi il ricordo di Davide è vivo, come se fosse accaduto ieri. Solo l’affetto della gente ci ha permesso di andare avanti». Renato Astori parla, con un filo di voce, al Corriere Fiorentino, a due anni dalla morte del figlio Davide.

NIENTE MESSA. Quest’anno l’anniversario della morte di Davide cade in un momento di emergenza in tutta Italia, nel nord e in particolare Lombardia, dove per l’allarme coronavirus sono vietate anche le messe. «Siamo andati a parlare con il parroco di San Pellegrino per la messa in ricordo di Davide, ma proprio l’altra mattina ci ha ribadito che non si può fare nessuna funzione aperta ai fedeli, per l’ordinanza regionale.

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Ci ha detto che ricorderà lui stesso Davide con una messa senza la presenza di noi familiari e di chi avrebbe voluto partecipare». AFFETTO. «L’affetto da quel giorno non è mai mancato e questa vicinanza delle persone ci fa sempre piacere.

Perché testimonia la forza di Davide come persona, significa che era benvoluto da tutti, da chi lo conosceva in particolare ma anche dai tifosi e dalla gente comune. Questo affetto quotidiano ci permette di andare avanti». FIORENTINA.

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Con la nuova proprietà vi siete sentiti? «Direttamente no, io e mio figlio siamo venuti a Firenze a novembre mi pare, ma non abbiamo più sentito nulla, forse perché ci conosciamo poco con la nuova proprietà. Continuiamo invece a sentirci spesso con i Della Valle, con i quali siamo rimasti in ottimi rapporti, ma anche con dirigenti e giocatori che hanno vissuto quei momenti insieme a noi, come Antognoni, Badelj e altri giocatori».

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