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Rebus calendari, altra battaglia tra Leghe e Uefa. Stagione 'salva' se si riparte ad aprile

Secondo la Uefa si può ripartire ad aprile e far giocare tutte le competizioni. Ma è un'ipotesi molto ottimistica. Altrimenti si può sforare a luglio.

La scena fino all’altro ieri era: tutti contro l’Europeo, devi farti più in là, non c’è posto sul calendario. Ora, invece, è cambiata. E quel tutti nasconde una potenziale contrapposizione: da una parte Leghe e federazioni nazionali, dall’altra Uefa, magari con i club coinvolti nella volata finale di Europa League e Champions.

Il voto unanime di ieri nasconde un grande problema calendario. Che lo puoi stringere, spingere, soffocare, ma alla fine è quello che è: totalmente schiavo dell’emergenza coronavirus. Anche perché s’è capito che nessuno vuol cedere sul format, magari sperando che lo faccia l’altro.

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Da quello che si è intuito, infatti, final four (in Europa) e playoff (in Italia) non piacciono per evidenti ragioni economiche: meno partite, più tagli al budget assicurato dalle tv, scrive La Gazzetta dello Sport. PRUDENZA FIGC.

Non è un caso che ieri la Federcalcio non abbia commentato ufficialmente l’esito della riunione di Nyon pur intervenendo nella riunione. Se da una parte un pezzo del copione auspicato è stata scritta, con il trasloco dell’Europeo, il tentativo è quello di trovare una sintonia fra gli interessi fra le competizioni nazionali e le rassegne per club è davvero complicato.

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APRILE IMPOSSIBILE. Una partenza ad aprile, lo scenario più ottimistico per l’Uefa, potrebbe salvare tutto. Ci sarebbe una teorica possibilità di non perdere nulla: il turno di recupero, che potrebbe essere giocato il 21-22, le 12 giornate di campionato che mancano, i due spazi per la Coppa Italia (si cerca di resistere allo spostamento ad agosto), i sette delle coppe (sempreché partano prima, il 13 aprile).

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In mezzo ci sono anche i playoff delle nazionali per l’accesso a Euro 2021 (ex 2020), che l’Uefa vuole mantenere a giugno. SERVE LUGLIO. La volontà dei club, espressa nella riunione Uefa di ieri, è quella di concludere la stagione e non solo: giocare tutte le partite che restano, tra Serie A (12 giornate da calendario, 13 per chi ha un turno in più da recuperare: Inter, Atalanta, Verona, Parma, Sassuolo, Cagliari, Torino, Sampdoria) e Coppa Italia, con i due ritorni delle semifinali e la finale.

Le date della possibile ripartenza sono cerchiate a maggio, con tre diverse opzioni: 2 maggio, ipotesi oggi ottimistica, 9 maggio e 16 maggio. La prima permetterebbe di concludere il campionato il 28 giugno; le altre due avrebbero bisogno di sforare a luglio, di una o due settimane.

Andrebbe richiesta una proroga per i contratti dei calciatori in scadenza a giugno. La Uefa però tende a scoraggiare questa soluzione perché si scontrerebbe con l’inizio della stagione successiva. Per la Lega di A anticipare i tempi, cioè partire ad aprile, è un’opzione da escludere, alla luce della situazione sanitaria attuale del paese.

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