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Rabbia viola: Commisso chiede rispetto, Barone si farà sentire nelle sedi opportune

Come all'andata, la partita con la Lazio è stata condizionata dagli errori arbitrali. Rocco si fa sentire, così come Joe

Rispetto e uso corretto e appropriato della tecnologia a sostegno della classe arbitrale. Sono questi i due concetti sui quali la Fiorentina e Commisso continuano ad alzare la voce. Lo fanno dopo una sconfitta che ha lasciato la squadra e la sua dirigenza tra amarezza e rabbia.

La domanda che resta in sospeso e una sola: perché? Se lo è chiesto nell’immediato post partita dell’Olimpico il direttore sportivo Pradè. Se lo è domandato il capitano, Pezzella. Perché l’arbitro Fabbri non è andato a rivedere l’episodio del rigore concesso dopo il presunto contatto tra Dragowski e Caicedo?

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«La tecnologia, invece di aiutare, crea più dubbi», taglia corto Pezzella. Il direttore generale Joe Barone chiederà ancora una volta rispetto per il club viola nelle sedi opportune, scrive La Repubblica.

ANCHE ALL'ANDATA. Nel corso di questa stagione alcuni episodi hanno fatto infuriare i viola.

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Esattamente un girone fa, proprio contro la Lazio, arrivò una sconfitta beffa all’ultimo secondo (gol di Immobile) su un’azione nata da un presunto fallo di Lukaku su Sottil. Poi la gara di Torino, contro la Juventus, con Commisso che si disse «disgustato» e rispose al vice presidente bianconero Nedved.

Suscitando, tra l’altro, anche la risposta del presidente degli arbitri Nicchi.

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CLIMA TESO. La Fiorentina non vuole alibi per i suoi giocatori. Però, calendario alla mano, la classifica si fa delicata. A fine gara, negli spogliatoi dell’Olimpico, il clima era teso.

Delusione e rabbia perché dopo il pareggio col Brescia, che aveva chiamato i viola a una reazione d’orgoglio, Pezzella e compagni si sono ritrovati a mani vuote malgrado aver assaporato a lungo il colpo esterno.

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