Vai al contenuto
×
Aggiungi come fonte preferita su Google

Pulgar, la svolta (definitiva?) di Iachini: torna al centro, come con Mihajlovic

Badelj in panchina, il cileno playmaker come con Sinisa: ora parte un nuovo capitolo in viola, dopo aver ricaricato le energie per la sosta.

Sarà più che mai al... centro dell’attenzione. Per lui, quella di domani, non è una partita come tutte le altre. La sensazione è che per Erick Pulgar stia per iniziare una «nuova» stagione. È cambiato l’allenatore e, molto probabilmente, il cileno sarà una delle «novità» rispetto alla gestione Montella.

Beppe Iachini infatti, sembra aver deciso: fuori Badelj, e cabina di regia affidata al 78. Sarà (quasi) certamente così al Dall’Ara, ma tutto lascia intendere che possa essere una svolta definitiva. Così scrive il Corriere Fiorentino.

sponsored

STAKANOVISTA. E i movimenti di mercato lo testimoniano. Daniele Pradè cerca infatti un centrocampista che abbia un identikit ben definito: forte fisicamente, capace (soprattutto) di interrompere l’azione avversaria. Un giocatore «di gamba», che dia sostanza, e che offra protezione ad una difesa diventata improvvisamente fragile.

Pulgar era partito a mille per poi andare in crisi. Un calo di forma tanto evidente quanto giustificato per uno che, da mesi, tiene la il gas aperto a manetta. Ha finito il campionato scorso, ha giocato (da protagonista) la Coppa America e, in maglia viola, non ha praticamente mai tirato il fiato.

sponsored

Impiegato in 18 partite su 19 (ne ha saltata una per squalifica), sempre da titolare, e mai sostituito. Totale: 1620 minuti giocati su 1710. RITORNO DA EX. Ovvio insomma, che la stanchezza si sia fatta sentire. La speranza, sua e di Iachini, è che la sosta gli sia servita per ricaricare le batterie, così da presentarsi all’appuntamento di domani tirato a lucido. Ci tiene parecchio, Erick, e il motivo è semplice.

sponsored

Per lui infatti, sarà la prima da ex contro il Bologna. L’anno scorso, in particolare, è stato quello dell’esplosione definitiva. Ventotto presenze, sei gol (cinque su rigore e uno su punizione), due assist e un rendimento sempre e comunque di altissimo livello.

Con un momento di svolta coinciso, anche in quel caso, col cambio di allenatore. Fu Mihajlovic infatti, ha «inventarlo» regista e tra loro, il feeling, fu immediato.

Aggiungi come fonte preferita su Google

Lascia un commento