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Pucci (ACCVC): «Grosso non infiamma la piazza. Giusto che Paratici sappia che c'è insoddisfazione»

Le parole del presidente dell’ACCVC Filippo Pucci sulla situazione tifosi-Fiorentina, in riferimento alla lettera uscita stamani

Parla così il presidente dell’ACCVC Filippo Pucci a Radio Bruno dopo la lettera pubblicata in mattinata e rivolta a proprietà e al ds Paratici: «Abbiamo riavvolto il filo, da dicembre, quando avevamo detto che mentalità e modo di gestire la Fiorentina da parte della società non ci piaceva. Poi, ovviamente, l’obiettivo primario era di salvare la squadra dalla Serie B, ora che questo cammino è terminato ci è sembrato giusto riprendere quel discorso».

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PARATICI. «Non sono cambiate tante cose nella Fiorentina, Paratici è stato da subito l’uomo del cambiamento, almeno così è visto. E’ rispettato nel mondo del calcio, fa il dirigente di calcio da tanti anni, per questo ci siamo rivolti a lui per far capire a lui quello che non siamo riusciti a far capire ad altri dirigenti. Speriamo che Paratici ci capisca, era giusto che sapesse del malumore della piazza. Poi ognuno fa quello che vuole, per carità».

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CONTESTAZIONE. «Non è che i giocatori si siano comportati da grandi professionisti, se non in qualche partita, penso a quanto accadde col Sassuolo all’andata. Mi sembra il minimo che ci sia stata un po’ di contestazione nelle due ultime partite in casa. Non c’è stata grande unanimità nella contestazione, sentendo vari viola club, soprattutto perché dalle proteste non era finita la proprietà e la società. Per questo abbiamo deciso di fare questa lettera. E’ stato un anno terribile, di sofferenza, abbiamo sofferto tutti. C’è necessità di chiarezza, trasparenza, quali sono gli obiettivi, per quello ci siamo voluti rivolgere a Paratici. Vorremmo che si tornasse a parlare di obiettivi sportivi, così come era giusto che Paratici sapesse che c’è un sentimento di insofferenza e insoddisfazione».

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GROSSO. «Non si può nascondere il fatto che Vanoli abbia fatto bene, ci ha salvato, facendo un buon lavoro. Sarebbe stato un po’ rischioso confermarlo. Si è impegnato tanto e ha lavorato tanto, ma si è visto poco gioco e spettacolo. Ovviamente il suo compito era di fare punti. Grosso non può essere di certo il nome che faccia infiammare la piazza. Guardo il suo curriculum, è da qualche anno che allena, ha fatto un anno di Serie A, poi tanta B, non è che mi entusiasma. Se parliamo degli auspici di una tifoseria che voleva vedere dei segnali di rilancio e controtendenza, con Grosso, direi punto interrogativo».


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