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Provaci ancora Drago. Caccia al secondo clean sheet di fila, contro la squadra con la quale fece il record storico di parate

Dopo aver tenuto la porta inviolata contro la Juve per la prima volta in carriera, Dragowski cerca il bis contro chi fece il record storico di parate

OBIETTIVO BIS Così così contro il Napoli, il migliore in campo a Marassi, inoperoso o quasi contro la Juventus. L’inizio di stagione di Bartłomiej Dragowski è più o meno riassumibile così. In numeri 7 gol incassati, e un solo clean sheet, quello messo a referto proprio contro Juventus sabato scorso.

Caccia, dunque, al secondo per il portiere polacco che sa benissimo che qualcosa, se non molto, di un risultato positivo a Parma contro l’Atalanta passerà anche dalle sue parate.

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INCUBO PER GASPERINI Se lo ricorda benissimo Gasperini il buon Drago, che l’anno scorso mise a rischio la qualificazione in Champions della Dea con una prova da record contro i nerazzurri quando vestiva la maglia dell’Empoli e a Bergamo mise a referto ben 17 parate, dato record mai registrato negli ultimi 15 anni di Serie A.

Una serata da incubo misto ad esaltazione per Dragowski, che a quella prestazione ne mise in fila un’altra serie importante, tra cui anche il volo su Vlahovic al Castellani in Empoli-Fiorentina, che hanno poi convinto la Fiorentina stessa a fare del polacco il numero uno della porta viola per questa stagione.

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DOPO LA SCALATA SERVONO CONFERME Aver scalzato Lafont nelle gerarchie non era certo cosa scontata, così come il no a Viviano che a Firenze sarebbe tornato di corsa.

Il tutto unito ad altri no arrivati da Pradé a offerte milionarie arrivate dalla Premier League, e con tanto di rinnovo contrattuale con conseguente aumento dell’ingaggio. E adesso, Dragowski, prova a ripetersi. Già una volta ha rappresentato per Gasperini un vero e proprio incubo.

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E l’obiettivo è ripetersi. Magari mantenendo la porta inviolata come fatto anche contro la Juve sabato scorso, primo vero clean sheet storico da quando è l’estremo difensore della Fiorentina dal suo arrivo, visto che solo da subentrante era riuscito a terminare una partita senza raccogliere palloni in fondo al sacco.

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