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Prima inguardabili, poi coraggiosi. Il 'brodino' serve, timidi segnali

La Fiorentina gioca male il primo tempo, poi crea e sbaglia (più un gol annullato) nella ripresa. Forse il vento sta cambiando

Nella partita choc di ieri la Fiorentina ha riassunto quasi tutte le sue anime: depressa, irritante e in bambola. Poi lentamente cosciente di quello che doveva fare, infine orgogliosa. Il gol di Pjaca (proprio te, Marko) la sbatte all’inferno a un minuto dalla fine.

Un minuto allungato poi a otto, ma bastano a Milenkovic (uno destinato presto a una grande squadra) a ritirare su la testa dei compagni proprio mentre stavano annegando. Così scrive La Nazione. SEGNALI. Fiorentina decorosa nella ripresa, giusto dirlo perché la pazzia della partita non deve farci dimenticare le occasioni di Vlahovic e Bonaventura (gol annullato per eccessiva severità del Var).

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Vlahovic stava quasi segnando quando lo stesso Jack gli ha dato noia, pessimo segnale. Così come la sanguinosa palla persa da Borja Valero che di fatto ha servito Pjaca. Se si fanno male da soli, è la fine. E invece un miracolo di Dragowski su Destro ha anticipato la sventola di Nikola, lo zar della rinascita.

Insomma forse il vento sta cambiando: la vittoria era troppo per il Genoa, i viola meritavamo di più ma il brodino serve. Eccome.

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