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Prandelli: "Viola senza limiti, punti in alto. Della Valle, giusto rilancio con i giovani. L'abbonamento al Franchi..."

L'ex allenatore della Fiorentina parla alla Gazzetta dello Sport della sfida di oggi tra i viola e l'Atalanta, commentando il momento fiorentino.

"Questo è un campionato strano. Anche la corsa per la qualificazione alla Champions League potrebbe regalare delle sorprese perché qualche grande club è in evidente difficoltà. Consiglio a Fiorentina e Atalanta di credere nel loro potenziale.

E di puntare in alto". Cesare Prandelli non pone limiti alle sue due squadre del cuore. La Dea è stato il primo amore; la Viola è un fidanzamento che non è mai andato in crisi. "Ho fatto l’abbonamento al Franchi per vedere le partite di Federico Chiesa e compagni.

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La Fiorentina è una delle realtà più divertenti del torneo".

FIORENTINA. "I Della Valle hanno rilanciato nella maniera giusta puntando sui giovani di qualità. In più hanno in Federico Chiesa il talento più importante del campionato.

Questo ragazzo continua a crescere di partita in partita e non si è fatto schiacciare neppure dal macigno di una valutazione superiore ai settanta milioni. Incredibile. Sarà importante per Pioli e per il nuovo c.t. azzurro Mancini che ha bisogno di giocatori di grande personalità.

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Nei minuti finali contro l’Inter Federico ha provato a battere da solo tutta la linea difensiva nerazzurra. Non è poco per un ragazzo così giovane".

SIMEONE. Il giovane Simeone è il classico centravanti che piace a qualsiasi allenatore.

Il Cholito pressa, copre, serve assist, fa gol. Che cosa volete di più?".

PARAGONI. "Mi piace la scelta di un centrocampo basato sulla qualità. Veretout, Gerson e Benassi mi ricordano i miei Montolivo-Liverani e Kuzmanovic. Anzi, i tre giocatori viola di oggi hanno persino qualcosa in più di quelli che mettevo in campo io.

Sono più pericolosi nelle loro incursioni offensive". SQUADRA GIOVANE. "Eppure gioca con grande maturità. Non va mai in ansia. Pioli, che giustamente la famiglia Della Valle vuole legare a lungo al progetto viola, ha trasmesso al gruppo la mentalità giusta.

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Non è facile andare a San Siro ad attaccare l’Inter con cinque-sei uomini. Tornando al ragionamento iniziale: l’Atalanta deve ritrovare la sua spregiudicatezza e la Fiorentina deve crescere senza porsi limiti". IL RICORDO DI ASTORI.

"Mi viene la pelle d’oca quando al tredicesimo minuto di ogni gara i sostenitori viola intonano il nome del Capitano. E quando a fine partita i giocatori vanno a salutarlo davanti alla curva mettendosi sugli attenti. Firenze non ha dimenticato un grande uomo.

Ed è bello in un mondo dove, invece, si brucia tutto in fretta".

RIGORE DI POLPASTRELLO. La Fiorentina ha alzato la voce? "Ha fatto bene. La Var è uno strumento che ha portato più democrazia nel calcio. Ma va usata nel modo migliore.

Come si fa a dare un rigore per un tocco di polpastrello? A Milano l’arbitro Mazzoleni non aveva chiesto l’intervento del mezzo tecnologico perché dal campo l’azione era pulita. Il pallone non aveva cambiato direzione. E allora perché obbligarlo a giudicare un qualcosa di impercettibile?

E se si decide di usare la tecnologia al cento per cento allora la Var doveva invitare il direttore di gara a mostrare il secondo giallo ad Asamoah".

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