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Prandelli: "Ho sentimento di repulsione verso il calcio, non è questo il momento"

L'ex tecnico viola: "Questo non è il momento del calcio. Bisogna lasciare decantare il lutto e il dolore. Spero diventi uno sport più terreno"

L'ex allenatore della Fiorentina Cesare Prandelli ha rilasciato un'intervista al settimanale Piazza Levante. Questo un estratto delle sue dichiarazioni sul futuro del mondo del calcio: "Sono sincero, per ora ho un sentimento di repulsione.

Io associo il calcio al divertimento, alla gioia. Questo non è il momento del calcio. Bisogna lasciare decantare il lutto e il dolore. Ci vuole rispetto per chi ha sofferto. Non si può passare dal cimitero allo stadio in un giorno; da un convoglio di 150 bare a festeggiare un gol.

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Se il calcio perde 3 o 4 mesi non cambia nulla. Non devono essere pronti a giocare solo i calciatori, ma anche la gente. Per me il calcio è gioia, portare le famiglie e i bambini allo stadio. Aggregazione, festa. Dobbiamo prendere tempo.

Le condizioni di sicurezza non bastano". "Gli interessi economici? So che il calcio è un’azienda e ha le sue preoccupazioni, ma sarebbe immorale ridursi a discutere di stipendi quando la gente muore e perde il lavoro. Si è voluto mandare avanti il carrozzone a tutti i costi, tra porte aperte e chiuse, con le conseguenze che sappiamo.

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Credo che anche gli atteggiamenti dei giocatori dovranno cambiare, sono convinto che diventerà uno sport ancora più bello. Limpido, genuino, trasparente. Forse più terreno, ecco più terreno. Era un mondo che correva veloce, non guardava in faccia nessuno.

Ora si è tutto dilatato, anche il pallone cambierà e dovrà avvicinarsi molto di più alla gente".

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