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Polverosi sul CorSport: «De Gea e Gosens, facce da salvezza»

Lazio con la testa alla coppa, Fiorentina sulla salvezza. Rabbia e aggressività per centrare la missione

La vera partita della Lazio si giocherà fra dieci giorni, quella della Fiorentina si giocava invece ieri sera. La differenza era questa, la Lazio con la mente rivolta alla semifinale di Coppa Italia, la Fiorentina alla salvezza e alla fine la partita ha dato ragione a chi ne aveva più bisogno. Così scrive Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport - Stadio.

A SEGNO. Già le premesse, con le sconfitte di Lecce e Cremonese, erano incoraggianti per i viola, ma spedire le due rivali a -8 è come sentirsi con un piede e mezzo ancora in Serie A. Ci sono stati solo dieci minuti di paura per i viola e, come era già capitato a Verona, ci ha pensato il capitano, che fa anche il portiere, a evitare subito due gol. Poi hanno preso coraggio, hanno aumentato l’aggressività, rubato qualche palla e segnato il gol decisivo. Siccome il calcio è strano ed è bello per questo, il gol porta la firma di Gosens, ovvero il giocatore che, con un brutto errore, aveva dato il via all’azione della prima palla-gol di Zaccagni e che si era perso Cancellieri sulla seconda palla-gol. 

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RISALITA. Dall’inizio del 2026, la Fiorentina ha fatto 26 punti su 35 totali, delle ultime 8 partite ne ha perse una sola e ne ha vinte cinque. Ma soprattutto la faccia di questa squadra è diversa, almeno in campionato. A Londra era sembrata pallida, inconsistente, lenta e fragile, aveva preso tre gol quasi senza fiatare. Ieri tutta un’altra cosa. Dentro la Fiorentina c’era il senso di squadra, c’erano la voglia, la rabbia, la determinazione di non subire il gol del pareggio. Si è difesa e lo ha fatto bene. Per il gioco ripasseremo il prossimo anno.

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