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Polverosi sul CorSport: «Come fa la Fiorentina ad uscire dal suo inferno? Segnali sì, ma troppa paura»

O raddoppia la sua media-punti o la Fiorentina va giù. Kean, i nuovi, il gioco nella ripresa. Ma cambi e timori affossano i viola

Se continua così, come fa la Fiorentina a uscire dal suo inferno? Come può una squadra che sta vincendo una partita decisiva a tre minuti dalla fine del recupero buttare via quel tesoro? E buttarlo via in quel modo, paralizzandosi dalla paura, dal terrore, tanto non riuscire a cacciare via la palla dalla propria area per un quarto d’ora. La Fiorentina non era assediata solo dal Torino, ma anche e soprattutto dalle sue paure, dalle sue incertezze, dalla sua incapacità di credere in qualcosa che pure aveva meritato, la vittoria. Così scrive Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport – Stadio.

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DA RADDOPPIARE. Il pareggio inchioda la Fiorentina ancora al terz’ultimo posto e oggi il Lecce potrebbe staccarla di nuovo, lasciandola in zona-retrocessione con Verona e Pisa. Al Franchi ha vinto un solo scontro diretto con la Cremonese, ne ha persi tre e ha pareggiato questo. Diciotto punti in ventiquattro partite, o la Fiorentina raddoppia (!) la sua media-punti o va giù. 

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SEGNALI E SOLITI ERRORI. Eppure i segnali sembravano tutti a favore dei viola. Senza Gudmundsson si pensava che la rimonta sarebbe stata durissima. Invece proprio i due ex Premier, Solomon e Harrison, hanno spinto la loro nuova squadra sul 2-1. Un altro bel segnale era la partita che la squadra di Vanoli stava giocando. Aggressiva (da vedere come Mandragora ha strappato la palla a Gineitis prima di consegnarla a Solomon per la labbrata dell’uno a uno), decisa, convinta delle sue qualità, a cominciare da quelle di Fagioli, leader assoluto della manovra viola. Poi Parisi e di nuovo Kean, decisivo come serve alla Fiorentina e come servirà alla Nazionale. Però restano dei difetti pesanti che questa squadra non riesce a cancellare. Paure, il solito calcio piazzato, i cambi che hanno abbassato il livello e aumentato le incertezze anziché toglierne. E poi la facilità con cui prende gol. 

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