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Polverosi sul Corriere dello Sport: «State distruggendo la Fiorentina»

Sulle pagine del Corriere dello Sport-Stadio troviamo una riflessione di Alberto Polverosi che vi proponiamo nella prima parte

Nell’ultimo mezzo secolo di Fiorentina non c’è mai stata una stagione come questa - scrive Alberto Polverosi questa mattina -. Si era salvata all’ultima giornata, e solo per la differenza reti, nel 77-78, ma almeno c’era Antognoni. È retrocessa follemente in B nel ‘93 con Batistuta e Baiano, ma in quel caso tutto si era compromesso con le scelte di Vittorio Cecchi Gori. E di nuovo in B nel 2002, ma era l’anno del fallimento della società. 

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Questa stagione le batte tutte. Proprietà, dirigenza, allenatori e giocatori non hanno lo straccio di un alibi. Stanno distruggendo la Fiorentina e non devono farlo, non possono farlo. Tutto intorno, come ha detto Paratici, è un cinque stelle, centro sportivo, stipendi, viaggi, accortezze varie, la squadra e chi l’accompagna è mezza stella col gabinetto nel ballatoio. Infierire sulla Fiorentina oggi è di cattivo gusto, ma il problema è che a infierire su quella maglia (che non sia più arancione-Anas, per favore, almeno questo) sono gli stessi protagonisti. 

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Proviamo a guardarci con freddezza, quasi trascurando la vergogna contro lo Jagiellonia e la batosta di Udine. La domanda è banale: come può ripartire la Fiorentina?

(1) Il rapporto allenatore-giocatori. Vanoli dopo Udine: «I giocatori devono farsi un esame di coscienza». È come dire, la colpa è vostra. Se l’allenatore la pensa davvero così, dopo le ultime due partite ne spedisce quattro o cinque in tribuna. Serve chiarirsi e subito. 

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(2) L’umore nello spogliatoio. De Gea dopo il gol dell’1-0, l’ottavo da calcio piazzato: «Sì, potevo fare qualcosa di più, magari uscire di pugno. Ma anche se avessi parato quel tiro, avremmo preso gol dopo perché la partita era così». Dunque, De Gea para il colpo di testa di Kabasele, il risultato resta sullo 0-0 e uno dei viola in campo, il più esperto nonché capitano, dice che la Fiorentina dopo avrebbe preso gol comunque. Sulla sensazione che avevamo da fuori ha ragione, ma come fa un giocatore di quel livello a mostrarsi così rassegnato, come se per la sua squadra subire fosse un evento ineluttabile. Dunque, De Gea si riascolti e chiarisca quelle parole nello spogliatoio. (…)


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