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Polverosi sul CdS-Stadio - Neanche il saluto è venuto bene. Giocatori, fatevi un esame di coscienza

La Fiorentina chiude con un pari brutto contro l’Atalanta. Ora dovrà essere un’estate di cambiamenti

Nemmeno il finale, nemmeno il saluto a questa allucinante stagione è venuto bene alla Fiorentina, scrive Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport Stadio. L’ultimo gol subìto nel disastroso campionato 2025-26 se l’è fatta da sola, Comuzzo ha messo il piede sul cross di Zappacosta e una vittoria è volata via. Vittoria che avrebbe avuto un solo protagonista, Oliver Christensen, la riserva di De Gea, sei parate e almeno tre decisive. Questo puntarellino è tutto suo. Non parliamo del gioco, di quanti meriti avrebbe avuto la Fiorentina se avesse battuto l’Atalanta (zero meriti, come dicono i 21 tiri a 10 della Dea), ma qualche residuo di energia, qualche spunto, qualche tentativo di evadere dalla consueta e consolidata mediocrità, si era visto. Poca roba, pochissima, però se pensiamo a cos’era questa squadra a dicembre, in questo finale di stagione è sembrata oro. 

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I punti contavano poco, anzi, niente, sia per l’Atalanta che per la Fiorentina. Contava, per la squadra di casa, dare una risposta alla tappezzeria di queste ore a Firenze, con gli striscioni dei tifosi della Fiesole che invitavano lor signori a sloggiare. Qualcuno ci ha provato a rispondere. Dodo, per esempio, in certi momenti Gudmundsson, ma intorno c’era così poco che la gente non aspettava altro che il fischio finale. Basta con questa stagione, basta con questo calcio, basta con le mortificazioni, le sconfitte e le paure. Per loro, per i tifosi, è stato uno strazio. Sembrava che la squadra alla fine lo avesse capito, porgendo alla sua gente un parziale risarcimento con lo sgarbo alla Juventus. Invece il saluto al campionato più triste degli ultimi vent’anni è arrivato con un’altra mesta prestazione, in un desolante deserto calcistico. Ormai è inutile parlare di ciò che è stato. Conviene guardare al domani anche se non sembra granché incoraggiante. La linea tracciata via social dal giovane Commisso parla invece di un grande futuro. Quale sia la base per una ripartenza del genere è ancora da capire. 

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Intanto deve arrivare la scelta sull’allenatore. Vanoli aspetta ancora la decisione di Paratici, ma intanto incassa il giusto gradimento dei tifosi. “Rispettiamo solo Vanoli” è stato il coro che ha accompagnato l’allenatore nello spogliatoio, mentre volavano fischi e insulti per i giocatori. Che ora devono guardarsi dentro, fare un bell’esame di coscienza, perché solo una forte autocritica può aiutarli a capire cosa hanno combinato in tutta questa stagione. Tocca a Kean, a Gosens, a Dodo, a Gudmundsson prendersi le responsabilità. Per qualcuno, in realtà, non ce ne sarà bisogno: se la società segue il pensiero dei tifosi se ne andranno in molti. 

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