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Polverosi sul CdS-Stadio: « Che fatica fare gol. Vanoli merita i complimenti»

Il pareggio col Sassuolo avvicina i viola alla permanenza in A. Polverosi promuove Vanoli: «Riportarla su non è un lavoro da poco»

Nel suo commento sulle pagine del Corriere dello Sport-Stadio, Alberto Polverosi analizza il pareggio della Fiorentina contro il Sassuolo, leggendo il risultato come un altro passo verso la salvezza. Il punto conquistato porta i viola a nove lunghezze di vantaggio sulla terz’ultima, la Cremonese, quando mancano quattro giornate alla fine del campionato.

Polverosi parte dai numeri della classifica: «Per rischiare la retrocessione i viola devono perderne quattro su quattro e la Cremonese vincerne tre e pareggiarne una. Questi sono i conti». Ma dentro una gara non memorabile, secondo il giornalista, ci sono anche segnali positivi.

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Il commento sottolinea innanzitutto il valore della stagione del Sassuolo: «Tutti presi dallo splendore del gioco del Como, abbiamo sottovalutato la stagione degli emiliani», una squadra che, pur spendendo molto meno, ha raggiunto «punte notevoli di gioco e di risultati». Da qui i complimenti «a Grosso e allo staff tecnico e dirigenziale del Sassuolo».

Al Franchi, però, il Sassuolo non ha dato la sensazione di voler forzare davvero la partita: «Ha giochicchiato, senza mai spingere troppo, senza mai cercare e volere la vittoria a tutti i costi». Dopo i primi venti minuti, infatti, l’iniziativa è passata spesso alla Fiorentina.

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Ed è qui che Polverosi riconosce i meriti di Vanoli: «Vanno fatti i complimenti al tecnico per aver trascinato la Fiorentina fuori dalla zona-retrocessione infilando una serie di sette risultati utili consecutivi». Un risultato che non può essere minimizzato: «Se qualcuno pensa che si tratti di un atto dovuto, vada a rivedere le partite di questa squadra fino al dicembre del 2025».

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Il giudizio sulla Fiorentina, prosegue Polverosi, non deve partire dal nome o dalla storia del club, ma dalla realtà vissuta in questa stagione: «‘Siamo la Fiorentina’ ha cessato di esistere quando la stessa Fiorentina è strapiombata all’ultimo posto in classifica». Per questo, «riportarla su, da quell’inferno, non può essere considerato un lavoro da poco».

Sul piano tecnico, la gara non ha offerto grande spettacolo: «La partita del Franchi non passerà alla storia per velocità di manovra, ritmo e intensità», anche per il caldo di Firenze. Tuttavia, la Fiorentina ha prodotto più del Sassuolo: «Ha giocato, attaccato e creato più del Sassuolo».

A confermarlo sono i dati citati da Polverosi: «22 tiri a 11, 5 a 1 nello specchio della porta, 13 a 6 dentro l’area di rigore e 43 tocchi a 14 sempre all’interno dell’area». Il Sassuolo ha colpito un palo esterno con Pinamonti, mentre i viola hanno avuto «tre nitide occasioni da gol». E nel finale hanno continuato a cercare il successo: «Nell’ultimo quarto d’ora, è arrivata al tiro sei volte».

Il problema, ancora una volta, è stato il gol: «Non è riuscita a segnare e questo è uno dei classici problemi della stagione 25-26». La Fiorentina, ricorda Polverosi, «ha sempre faticato a fare gol, pur avendo due centravanti di ruolo come Kean e Piccoli», entrambi assenti contro il Sassuolo.

In attacco ha giocato Gudmundsson, utilizzato spesso fuori ruolo nel corso della stagione: «Ha giocato ovunque […] ma quasi mai nella sua posizione naturale, quella di trequartista/seconda punta alle spalle di un vero numero 9». Anche per questo, «Gud è uno dei casi su cui riflettere nel prossimo mercato».

La riflessione finale guarda al futuro della Fiorentina. Prima servirà la certezza matematica della permanenza in Serie A, poi il club dovrà ripartire con idee chiare: «Il club di Commisso deve aspettare la certezza matematica della permanenza in A e subito dopo ripartire fissando con chiarezza gli obiettivi».

Polverosi indica una strada precisa: «Prima la proprietà deve informare i tifosi sulla sua volontà», poi Paratici dovrà costruire il futuro partendo dall’allenatore. «Un passo per volta, sì, ma senza zoppicare».


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