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Polverosi su CorSport: «Una vittoria da squadra vera. Ma adesso spazio al ragionamento»

L'editoriale di Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport - Stadio: «L'euforia dovrà cedere il passo al ragionamento»

Alberto Polverosi apre il suo commento sul successo della Fiorentina in casa della Juventus con questa immagine: all'improvviso, scrive sul Corriere dello Sport - Stadio, «tutto il bene che i fiorentini pensavano della loro squadra alla fine del mercato di agosto è tornato». Come se il recente passato fosse stato «un abbaglio gigantesco, l'ennesimo scherzo di questo gioco che non si potrà mai ridurre a scienza». Ed elenca, quasi con stupore, quello che si è visto a Torino: Dodô che cancella Yildiz, Pongracic e Ranieri che non fanno vedere palla a Vlahovic, Ndour che corre, marca, costruisce, si inserisce e segna, Fagioli che illumina, Piccoli che si batte come faceva l'anno scorso a Cagliari, De Gea che le prende tutte, Gudmundsson che entra nella ripresa senza la solita aria svogliata, Mandragora che segna «uno dei gol più belli del campionato».

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SQUADRA VERA. E poi Vanoli, «che sta lì sulla graticola, resta, non resta», e che indovina la partita dall'inizio alla fine: dalla strategia alle sostituzioni - «alziamo le mani: non avremmo tolto Fagioli», ammette Polverosi - dall'atteggiamento all'organizzazione difensiva. Vanoli che batte Spalletti, tifoso viola e, per mano della sua squadra del cuore, eliminato dalla Champions. È successo tutto questo, scrive il giornalista, perché la Fiorentina ha voluto che succedesse: sapeva che la sua gente avrebbe gradito un dispetto ai bianconeri come parziale risarcimento per una stagione orrenda, ed è stata capace di soffrire senza smarrirsi, di contrattaccare quando era assediata, di giocare «con tecnica, cuore e intelligenza». Come una squadra vera, «come poche volte era capitato».

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DALL'EUFORIA AL RAGIONAMENTO. C'è un'immagine, secondo Polverosi, che potrebbe diventare un punto di partenza per costruire il gruppo della prossima stagione: la corsa e poi l'abbraccio di tutta la squadra a Parisi, tornato in panchina con le stampelle subito dopo il gol di Mandragora. Ma è proprio lo stupore per questa prestazione a sollevare la domanda più scomoda: è questa la versione reale della Fiorentina? E se la risposta fosse sì, avverte, «i tifosi avrebbero ragione ad arrabbiarsi ancora di più». Perché solo ora? I viola arrivavano da tre partite inguardabili, 330 minuti senza segnare, con i novanta minuti dell'Olimpico - il 4-0 della Roma . «che avevano toccato uno dei punti più umilianti della stagione». Hanno ritrovato tutto in una volta: i gol, il gioco, l'anima, l'energia, la qualità. Da domani, però, scrive Polverosi, «smaltita la soddisfazione per questa vittoria», l'euforia dovrà cedere il passo al ragionamento.

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VOLTARE PAGINA. Il giudizio finale va esteso su tutta la stagione, anche se la squadra dovesse ripetersi nell'ultima giornata contro l'Atalanta di Palladino. Quanto a Vanoli, Polverosi è netto: «ha superato l'esame». Lo dicono i risultati, lo dice l'aggancio al Genoa al quattordicesimo posto quando, all'arrivo di Vanoli, la squadra era ultima e la statistica la dava per retrocessa. Basterà per la conferma? La risposta, scrive Polverosi, tocca a Paratici. Che però, per dare l'addio a Vanoli, «non ha una missione facile: deve trovare un sostituto più bravo, molto più bravo».


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