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Polverosi su CorSport: «Una notte sbagliata. Il Palace vince con merito, ma quel rigore...»

L'editoriale di Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport - Stadio: «Fiorentina in sofferenza in ogni zona del campo»

Non avevamo avuto fortuna col francese Turpin a Zenica, e anche se l’importanza delle due partite non è minimamente paragonabile, pure ieri sera una squadra italiana ha fatto il primo passo fuori dalla Conference per un rigore che il lituano Rusmas si è tolto dalla testa. Siccome c’è un italiano, il torinese Roberto Rosetti, alla guida degli arbitri europei sarebbe sgradevole, e soprattutto inopportuno, chiedere un occhio di riguardo per le nostre squadre. Ma un equilibrio sì, decisioni giuste sì e quella dell’arbitro mandato a Londra da Rosetti non rientra in questa categoria. Così Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport - Stadio.

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MERITANO GLI INGLESI. Esaurito l’episodio, meglio sgombrare il campo da equivoci: il Crystal Palace ha meritato di vincere senza alcun dubbio e meritati sono anche i tre gol di scarto. Il rigore ha piegato il risultato di una partita che gli inglesi hanno giocato meglio, molto meglio, soprattutto nel primo tempo, con una corsa continua e a doppia velocità rispetto ai viola, un pressing potente e una qualità notevole sugli esterni. Erano padroni del gioco. Un dato può chiarire lo sviluppo di quei primi 45': 9 tiri a 2 per i londinesi, ma soprattutto zero parate di Henderson, portiere e capitano del Crystal.

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SOFFERENZA VIOLA. La Fiorentina è stata in sofferenza in ogni zona del campo, ma soprattutto il suo fianco sinistro è diventato subito la terra di conquista degli inglesi: Gudmundsson non copriva, era perso chissà dove, Gosens doveva dare un’occhiata a Sarr che, insieme a Munoz, lo faceva sbandare di continuo e Munoz è stato determinante anche nel 2-0, Piccoli non teneva un pallone, Fabbian non era in partita, Ndour rincorreva e basta, Fagioli - palla persa e contrasto molle nell’azione del rigore - veniva spinto sempre indietro, Dodo perdeva di continuo lo scatenato Guessand e Harrison cincischiava come al solito.

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VENTATA. La Fiorentina si è svegliata nel secondo tempo quando è passata a un calcio un po’ più verticale e in un quarto d’ora ha creato qualcosa di interessante, con la traversa di Fabbian - era un rigore in movimento, quindi un gol sbagliato -, il colpo di testa di Gudmundsson e l’occasione per Piccoli. Ora Dodo non subiva più Guessand, ma lo attaccava di continuo. Sembrava che il Crystal Palace fosse sorpreso da questa improvvisa ventata di Fiorentina. Forse immaginava di farne un boccone solo come era successo nei primi 45', ma quando ha capito che non era il caso di rallentare né di gestire, ha rimesso sotto i viola.

SERVE UN'IMPRESA. I pochi segnali di ripresa visti nel primo quarto d’ora sono di nuovo scomparsi negli ultimi venti minuti quando il Crystal ha ripreso la partita in mano e ha spedito la Fiorentina praticamente fuori dalla Conference League con il terzo gol della partita. Rimontare uno 0-3 a un avversario decisamente più forte sarà un’impresa anche con Kean, Parisi e Solomon, che ieri sono mancati non poco a Vanoli. A Londra la Fiorentina ha giocato la 59a partita in Conference League e di sicuro il Crystal è l’avversario più forte incontrato dai viola nei loro quattro anni in questa Coppa. È diverso il livello, sono diverse le ambizioni e le risorse, è un altro mondo. Purtroppo lo sappiamo da tempo, ieri c’è stata solo un’altra conferma.


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