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Polverosi su CorSport: «Un passo alla volta, ma questa è la strada verso il traguardo»

L'editoriale di Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport - Stadio: «Contro l'Inter la migliore partita della stagione»

C’è solo la strada su cui puoi contare, la strada è l’unica salvezza”. Giorgio Gaber dall’album "Anche per oggi non si vola”, anno 1974. La strada è l’unica salvezza anche per la Fiorentina perché ora, finalmente, l’ha trovata. La strada, non l’arrivo. L’arrivo è ancora lontano e uscire adesso dalla carreggiata farebbe male, molto male.  Così Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport - Stadio.

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FORZA DI REAGIRE. Contro la prima della classe la Fiorentina ha giocato la sua migliore partita stagionale. L’ha giocata con tutto quello che le era mancato fino a un po’ di tempo fa: l’energia, la convinzione, le idee, la tecnica, l’organizzazione. L’aspetto che conta di più, però, è stata la forza di reagire, una forza che si era già intravista nelle due rimonte col Rakow. Ma con l’Inter è, ovviamente, un’altra storia. Preso il primo gol dopo 39 secondi, rischiato di prendere il secondo dopo una manciata di minuti, alzi la mano chi non ha pensato a un nuovo tracollo. Quella mano noi non l’alziamo. E invece ecco la Fiorentina che la gente aspettava alla vigilia di questa stagione, una Fiorentina che ora ci consente di tornare a quanto veniva scritto e detto alla fine del mercato, quando la stragrande maggioranza dei fiorentini era convinta della qualità eccellente dell’organico.

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UN PASSO ALLA VOLTA. Domenica sera la squadra di Vanoli ha messo in seria difficoltà l’Inter, tolti gli ultimi cinque minuti anche sul piano atletico: incredibile va vero. Ha vinto i duelli, guidato il gioco con la qualità di Fagioli, attaccato con Parisi e Dodo, retto bene dietro con Pongracic (un po’ meno con Ranieri, ma Esposito è una furia della natura). Soprattutto non si è mai persa, mai disunita. È una squadra che aveva perso ventidue punti da situazioni di vantaggio, domenica ne ha preso uno e l’ha preso all’Inter. È giusto sottolineare i meriti dell’allenatore, che aveva trovato una situazione terribile con la squadra all’ultimo posto dopo 10 giornate e ultima è rimasta fino alla 19ª. La risalita è cominciata nel turno precedente, dalla 18ª a oggi la Fiorentina ha fatto 20 punti in 13 partite, ma soprattutto ha cambiato faccia. Pur senza entusiasmare, ha messo un passo dietro l’altro, spesso un passettino e ogni tanto un passaggio indietro. Piano piano è diventata squadra e ha smesso di avere paura. Il lavoro di Vanoli va apprezzato per l’aspetto fisico (ora le gambe ci sono), per quello psicologico (la fiducia dentro la squadra è aumentata) e per l’intuizione di Parisi ala destra. 

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VERSO IL TRAGUARDO. Fermiamoci qui con quanto sta succedendo di buono e di bello in queste ore al Parco Viola. Fermiamoci qui perché la strada è stata trovata, ma c’è ancora tanto da pedalare. Alla ripresa del campionato i viola giocano a Verona una partita che per l’Hellas ha il valore dell’ultima speranza: se vince, può risalire ancora, se perde o pareggia no. La Cremonese, che con Giampaolo ha dato un nuovo segno di vita, aspetta il Bologna che sta pensando solo all’Europa League; il Lecce sfida l’Atalanta; il Cagliari va a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Basta niente, una distrazione, un eccesso di fiducia, per finire fuori strada. Ora la Fiorentina sembra vicina a risolvere tutti i suoi problemi perché ha capito che insieme alla qualità serviva altro, la cattiveria, la rabbia, la determinazione, tutto quello che abbiamo visto domenica sera. In fondo a questa strada c’è il traguardo. Ma solo in fondo.


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