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Polverosi su CorSport: «Pesi massimi e pesi piuma: la Fiorentina stracciata dalla Roma»

L'editoriale di Alberto Polverosi: «I giallorossi sono forti dentro e belli fuori, i viola sono deboli dentro e brutti fuori»

Alberto Polverosi, sulle colonne del Corriere dello Sport - Stadio, parte da un'immagine quasi biblica per descrivere il momento della Roma: Allegri, Spalletti e Fabregas si sarebbero presentati a Trigoria «con oro, incenso e mirra» - ovvero le sconfitte e i pareggi di Milan, Juventus e Como - e Gasperini, scrive Polverosi, «ha accettato i gentili pensieri, ringraziato e battuto la Fiorentina». Anzi, di più: «dominata, stracciata, ridotta a macerie».

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Il crollo viola arriva con precisione chirurgica: dieci minuti buoni, poi il gol di Mancini su corner, identico schema di quello di Cristante all'andata al Franchi. Prima del quarto d'ora. Altri quattro minuti e Wesley firma il 2-0, un quarto d'ora ancora e Hermoso cala il tris. In mezzo, anche una traversa di Malen. Secondo Polverosi, la sentenza è già scritta a mezz'ora dall'inizio: «la Roma è forte dentro e bella fuori, la Fiorentina è debole dentro e brutta fuori». La disamina difensiva è impietosa. Sul primo gol «tutti fermi»; sul 2-0 «la palla è rimasta in area un tempo infinito senza che nessun difensore trovasse il modo di intervenire»; sul 3-0, il confronto tra Fagioli e Koné è quello, scrive il giornalista, «di un peso piuma di fronte a un peso massimo».

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I numeri certificano il disastro: 20 gol subiti da palla inattiva (record in Serie A), 8 su calcio d'angolo e 13 di testa - anche quest'ultimo un primato negativo. Sul piano tattico, Polverosi sottolinea come la Roma abbia mandato «in tilt» la Fiorentina anche nelle letture: la Viola non ha mai trovato contromisure agli inserimenti di Mancini e Hermoso, né ha saputo accorciare quando Malen arretrava per fare sponda. L'unico spiraglio di luce nel «nuovo disastro fiorentino», concede il giornalista, è il debutto in Serie A del giovane centravanti Braschi, «debutto con palo annesso». E, sul fronte opposto, una curiosità finale: dei quattro gol romanisti, nemmeno uno porta la firma di Malen, che «si è dovuto accontentare di un assist con trivelina e un paio di traverse». Chiosa Polverosi: «Che giocatore!».

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