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Poesio sul CorFio: «Ultimo sforzo di realismo. L'errore più grande...»

Un inedito spareggio salvezza da giocare senza complessi di superiorità

A Cremona come una finale. Partita decisiva per la stagione. Frasi più o meno fatte che a questo punto abbondano un po’ ovunque. D’altronde, come ripete Allegri, è a primavera che si decide la stagione. Per tutte le squadre è tempo di essere soprattutto pratici. Non fa eccezione la Fiorentina anche se solo qualche mese fa un po’ tutti, a partire dal club che in estate si lanciava in sciagurati proclami Champions, erano convinti che le partite di marzo e aprile sarebbero state fondamentali per ben altri traguardi. Ma tant’è, questo è il magrissimo e insipido piatto che passa il convento dorato del Viola Park, scrive Ernesto Poesio sul Corriere Fiorentino. 

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SENZA COMPLESSI DI SUPERIORITA'. La gara più importante (o quasi) di questa disgraziata stagione si gioca contro la Cremonese allo stadio Zini. Una squadra quella di Nicola partita per salvarsi e con un monte ingaggi che è esattamente la metà di quello viola (32 milioni contro 64). Ma con 25 e 24 punti a testa dopo 29 giornate i valori sulla carta contano sempre meno. È bene dunque che i viola stasera scendano in campo senza troppi complessi di superiorità per evitare di finire scottati e poi terrorizzati dallo scenario che, in caso di deprecabile sconfitta, potrebbe aprirsi. 

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NON COME UN'IMPRESA. Un ultimo sforzo di realismo. Dopo quello della retrocessione nell’anno del centenario, il rischio vero da scongiurare a Firenze è la lenta e quasi inconsapevole accettazione della mediocrità. Una stagione storta ci può anche stare (magari non fino a questo punto), consapevoli però che dovrà restare solo una colpevole eccezione. Ma, in caso di auspicata salvezza, la trasformazione mediatica di questo traguardo in una sorta di impresa sarebbe il peggior lascito che questa stagione potrebbe lasciare a tutto l’ambiente Fiorentina

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