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Poesio sul CorFio: «Fiorentina superficiale, non si rende conto del rischio retrocessione»

Non solo i fatti e i risultati. Le parole di Vanoli e quelle del nuovo presidente: nessuno si rende conto della dimensione attuale

La resistenza d’altri tempi del Napoli. E poi la superficialità della Fiorentina che invece di rabbia e di grinta dovrebbe averne accumulata a non finire in questa stagione strapiena di brutte figure. Così scrive Ernesto Poesio sul Corriere Fiorentino.

SUPEFICIALI. E' superficiale Pongracic che si fa aggirare come un ragazzino alle prime armi dal blocco di Hojlund, lo è Gudmundsson quando a un metro dalla porta indirizza il colpo di testa addosso a Meret con tutta la porta a disposizione e lo è anche Piccoli (tra l’altro tra i migliori) quando in pieno recupero prima non crede al cross di Dodò e poi, quando il pallone arriva, non lo colpisce con tutta la forza e la cattiveria necessaria. 

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SENZA CONSAPEVOLEZZA. Una squadra, la Fiorentina, che ancora non si è resa conto di quanto stia rischiando, che continua a sentirsi una «turista per caso» (anche a causa di qualche complimento strappato per piaggeria o compassione) nelle zone rosse della classifica quando ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che questa è la dimensione con cui fare i conti per provare a salvarsi. Ci sarebbe da chiedersi il perché se non fosse che la risposta alla domanda è arrivata tante volte. Con i fatti e con le parole. Vanoli anche qualche giorno fa ribadiva come ancora i suoi non avessero «imparato la lezione», mentre Giuseppe B. Commisso nel suo primo video-comunicato non ha speso una parola sulla situazione di classifica della Fiorentina rimarcando invece la massima fiducia nella sua dirigenza e la costruzione del Viola Park «per rendere orgogliosa la città». A parlare non può che essere il terzultimo posto in classifica. Da far tremare le gambe, se solo dalle parti del Rocco B. Commisso Viola Park ce ne fosse consapevolezza.

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