Vai al contenuto
×

Poesio su CorFio: «Panchina, futuro e Kean: è il momento della chiarezza»

L'opinione di Ernesto Poesio: «Ci aspettiamo trasparenza sulle condizioni di Moise, ma anche sugli orizzonti futuri del club»

«Ma le caviglie di Bati come vanno?». C’è stata un'epoca a Firenze in cui il dottor Marcello Manzuoli era un po’ come un medico di famiglia. Ogni settimana per telefono o in sala stampa spiegava ai giornalisti per filo e per segno le condizioni dei giocatori viola. Nessun mistero, e quindi nessun caso: se un calciatore non giocava tutti sapevano il perché. Certo, un concetto di privacy rivedibile per come siamo abituati oggi, ma il racconto delle continue infiltrazioni alle caviglie malandate di Gabriel Omar Batistuta contribuivano ad avvicinarlo alla sua gente: in fondo non c’è niente di più epico dell’eroe che resiste, nonostante le ferite. Sono passati un bel po’ di anni e le maglie comunicative si sono strette sempre di più, scrive Ernesto Poesio sul Corriere Fiorentino.

sponsored

MISTERO KEAN. Capita così che per Moise Kean, il calvario dovuto a un non meglio precisato problema cronico alla tibia (ma qualcuno sostiene sia al perone), finisca per diventare motivo di illazioni, sospetti e maldicenze. E che per sapere qualcosa in più ci si debba affidare alle parole via social del fratello o a un’irruzione sotto casa de Le Iene, che hanno ottenuto un’intervista con tanto di scuse solo in seguito a una polemica - pure questa social - con un influencer. «Siamo umani anche noi», dice Kean. Sì, ma spesso inavvicinabili. Protetti da un’invisibile barriera che allontana invece che condividere. Anche e soprattutto nei momenti difficili, come quello che l’attaccante viola sta vivendo in questa sventurata stagione. Non sarebbe male allora, se invece di intavolare un duello mediatico a colpi di ‘Bro’ e ‘Bella zio’ con Pengwin, Kean e la Fiorentina decidessero una volta per tutte di fare chiarezza, magari con una conferenza stampa congiunta, sul reale problema che affligge l’attaccante per poi concentrarsi sui tempi di guarigione di quello che resta il miglior attaccante acquistato da Commisso.

sponsored

CHIAREZZA. Trasparenza, la stessa che in queste settimane ci si aspetta che venga fatta sugli orizzonti futuri della squadra e del club. L’esclusione dalle coppe internazionali dopo quattro anni passati a giocare nel cortile dell’Europa (perché tale per prestigio e introiti resta la Conference), dovrà per forza di cose portare a un ridimensionamento del numero dei giocatori in rosa e del monte ingaggi. Ma questo non significa che a farne le spese debba essere la qualità, perché anzi un anno senza gli impegni infrasettimanali potrebbe consentire di tagliare i rami secchi e puntare su un gruppo ridotto di buoni giocatori. Ma prima di tutto dovrà essere chiarita la posizione dell’allenatore. La media di 1,41 punti a partita con Vanoli in panchina racconta di una Fiorentina che si troverebbe ora all’ottavo posto, fuori dalle coppe. Giusto confermarlo? O meglio provare a iniziare un nuovo ciclo cambiando prima di tutto il timoniere? Domande a cui Paratici dovrà darsi una risposta anche valutando il finale di stagione. Dove dovrebbe bastare non perdere le prossime due partite per chiudere il discorso salvezza. Un ultimo sforzo, per tutti, anche per chi guarda.

sponsored

Lascia un commento