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Poesio su CorFio: «Il disastro di Vanoli e la tabella di Ferrari. Non si possono più fare calcoli»

Dopo la sconfitta contro l'Udinese, la Fiorentina vede assottigliarsi il margine di errore per la permanenza in massima serie

La Fiorentina ha fatto tredici. Ma a questo giro c’è davvero poco di cui rallegrarsi. Perché il numero è riferito alle sconfitte in campionato sulle 27 partite disputate, praticamente la metà. Non può stupire insomma l’ennesimo passaggio a vuoto dei viola, che scendevano in campo sognando l’allungo su Cremonese e Lecce e che invece continuano a marciare all’unisono nei bassifondi della classifica. Così Ernesto Poesio sul Corriere Fiorentino.

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LA SCELTA PEGGIORE. Non una gran sorpresa la sconfitta di Udine, semmai lo è stato il modo con cui Paolo Vanoli ha deciso di mandare in campo la sua squadra in quella che poteva rappresentare una svolta per il traballante campionato viola. Il ritorno alla difesa a tre per far posto a Rugani - mandato in campo dal primo minuto e colpevole in tutti e tre i gol dell’Udinese - si è rivelata la peggior scelta che l’allenatore potesse fare. Non tanto per la retroguardia - che con 54 gol subiti in stagione naviga a gonfie vele verso il record negativo di sempre fissato a 69 -, quanto perché quei pochi sprazzi di luce nella costruzione del gioco, sfruttando maggiormente le fasce, che si erano visti nelle ultime gare si sono subito affievoliti. Il risultato? Una squadra che in 90 minuti ha faticato a costruire un’azione degna di tal nome.

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LA TABELLA. Prima della gara il direttore generale Ferrari aveva voluto rimarcare la validità della sua personale tabella salvezza presentata attraverso il canale ufficiale della società lo scorso primo gennaio: sette vittorie e otto pareggi. Da allora la Fiorentina ha raccolto quattro successi e tre pari in dieci gare. Secondo il conteggio del dg i viola potrebbero permettersi solo altre tre sconfitte da qui a maggio. Difficile sinceramente pensare possa essere così visto quanto espresso dai viola e considerati gli avversari, tra cui Inter, Roma, Juventus Atalanta (tanto per dirne quattro) che la Fiorentina dovrà ancora affrontare. Meglio evitare calcoli insomma e affrontare la salita verso la salvezza partita dopo partita. La prossima, col Parma, appare come l’ennesima partita decisiva della stagione. E i precedenti fanno tremare le gambe.

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