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Poesio: «Paradossalmente la Fiorentina è stata contestata di più l'anno scorso...»

Interpellato da Radio Bruno, Poesio si è espresso sulla stagione della Fiorentina appena conclusa. Fra contestazione, mercato e prospettive future

Ernesto Poesio, firma del Corriere Fiorentino, è stato intervistato dal Pentasport di Radio Bruno per trattare la malandata annata della Fiorentina, chiusasi ieri sera col pareggio per 1-1 con l'Atalanta.

SCELTE SBAGLIATE. «La società in estate dovrà rimettere in ordine la rosa. Molti giocatori non hanno fatto bene, ma per alcuni non sarebbe conveniente mandarli via. E' stata una stagione fallimentare anche sotto l'aspetto economico, non solo sportivo. Pensiamo solo a Sohm, che ha giocato a malapena a Bologna. Fabbian e Brescianini costano già 25 milioni, dato che il riscatto è scattato con la salvezza. A partire dall'allenatore, deve ripartire tutto a cascata».

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CONTESTAZIONE. «Mi ha stupito solo una cosa, che lo scorso anno, con la Fiorentina sesta, c'è stata una contestazione più forte rispetto a quella di ieri. Ma forse per la mancanza di un capro espiatorio, data dalla partenza di Pradé. Io non credo che tutti i mali risiedessero in lui e Pioli, ma negli striscioni appesi non c'era alcun riferimento a Commisso»

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DELLA VALLE. «La sensazione è che ieri sera fossero già tutti con la testa in vacanza. I Della Valle venivano criticati per molto meno; con Commisso, per tre anni su 7 siamo andati più vicini alla retrocessione che alla Champions League. E in Conference c'è uno zero alla voce vittorie su ben quattro qualificazioni che fa riflettere».

COMUZZO. «Deve decidere Paratici. Deve capire quanto il ragazzo sia stato frenato da un guaio fisico piuttosto fastidioso, che l'ha fatto rientrare tardi in un contesto complicatissimo. Non era certo lui a dover prendere in mano la squadra. Personalmente, un giovane prospetto come lui non lo venderei mai. Bruciarlo subito sarebbe un pericolo: nel giro di nemmeno un anno, la Fiorentina avrebbe ceduto sia Kayode che lui. Non un ottimo esempio di valorizzazione dei giovani italiani, ecco».

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