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Pioli: "Prestazione difficile da commentare, ma non siamo questi. Confronto con la società servito a responsabilizzare i giocatori"

Parla così Stefano Pioli ai microfoni di Sky: "Il confronto è servito per responsabilizzare i giocatori, perché è chiaro che abbiamo messo in campo una prestazione difficile da commentare, con troppi errori e troppe situazioni negative.

E' chiaro che non siamo questi: gli otto risultati utili consecutivi prima di queste due sconfitte confermano che la squadra ha dei valori. Ma oggi è stato uno stop troppo brutto, quindi c'era bisogno di dire subito certe cose, di rimettere subito al centro del nostro progetto il lavoro.

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Responsabilizzare un gruppo che sino ad oggi aveva sempre dato segnali positivi per spirito e prestazioni. Oggi invece ha funzionato veramente troppo poco".

"Contestazione e DV? La proprietà l'ho sentita anche questa mattina. Poi è vero che quest'anno la presenza fisica allo stadio non c'è mai stata.

Però le nostre prestazioni sono state nettamente diverse sino ad oggi. Significa che molto dipende dalle nostre qualità. Non mi sarei mai aspettato una prestazione del genere, ma sarà un'occasione per ribadire che non siamo questi e i valori sono molto più vicini a quelli dimostrati più recente.

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Mercato? A inizio mercato abbiamo detto che se si fossero presentate occasioni per migliorare l'organico lo avremmo fatto. E' difficile per tutti. Se ci sarà qualche situazione negli ultimi giorni si vedrà, ma credo che la squadra ci sia, bisogna solo ritrovarci e mettere in campo uno spirito diverso da quello di oggi".

"Poche vittorie e episodio negativo della stagione?

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La partita di oggi è stata la svolta negativa fin qui. Certo, avremmo dovuto fare più punti in alcune occasioni, come in casa contro il Milan. E' vero che non vinciamo da tante partite ma negli otto risultati utili consecutivi abbiamo pareggiato contro grandi squadre contro Napoli, Lazio e Inter.

Nelle due ultime partite, soprattutto oggi, si poteva e si doveva fare la differenza. Purtroppo non è arrivato ciò che ci si aspettava. Ora dobbiamo tirarci su le maniche e lavorare più di prima".

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