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Pioli, la voglia di Firenze e il primo compito: riunire i pezzi della Fiorentina

Domani o al più tardi dopo-domani Stefano Pioli torna a casa e sarà ufficialmente presentato da Pantaleo Corvino. Firenze nel destino, certo, prima da giocatore e adesso da allenatore, tecnico del Direttore, voluto dall’inizio di marzo, da quando iniziò la battaglia per il dopo Sousa.

Stefano è felice e questa è la prima notizia importante. Arriva un allenatore che vede la panchina viola come una base fissa e non come un tappeto elastico per catapultarsi altrove. Torna un allenatore italianissimo.

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La fiorentinità di Stefano sta nel suo passato da calciatore.

Cinque anni, dall’89 fino al ‘95, con la finale di Uefa persa contro la Juve. Stefano uno di quelli continui, che non deludevano. Serio, molto serio, in squadre dove i burloni non mancavano, da Cois a Flachi e Baiano. Stefano torna alla ribalta fiorentina.

Con un ruolo fondamentale: riunire i frammenti di una squadra che in questa stagione è parsa scindersi in mille pezzi. Può ripartire da quell’ottavo posto sì, ma figlio di una squadra che finirà in buona parte sul mercato. Così scrive Il Corriere dello Sport - Stadio.

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