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Paulo Sousa e l'appello ai tifosi viola: "Valgono il 30% in più, non facciamo calcoli"

Più sorridente del solito, Paulo Sousa mostra determinazione e idee chiare alla vigilia di un giovedì determinante per il futuro suo e della Fiorentina. Dopo il ko di Milano che ha avvicinato lo spettro di un piazzamento inconcludente in chiave prossima Europa, il ritorno con il Borussia Mönchengladbach vale tantissimo.

Il tecnico portoghese non fa calcoli e pensa a una Fiorentina da sistemare in difesa, ma votata ad attaccare.

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La natura del football predicato da Paulo non cambia: «Dobbiamo pensare a fare gol e a vincere la partita - precisa Sousa -. Aspettare il Borussia non è nella mia idea di partita: non vogliamo gestire il vantaggio. Cambieremo qualcosa nell’organizzazione difensiva.

A livello offensivo dobbiamo essere veloci nella circolazione. Abbiamo un piccolo vantaggio; starà a noi trovare il momento giusto per verticalizzare il gioco e fare gol. Voglio determinazione e convinzione». Al «Franchi» ci saranno più di 25mila spettatori.

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Un numero che qualcuno considera al di sotto delle aspettative. Non Sousa, che già al Borussia-Park ha sentito la carica dei tifosi viola. Per questo nuovo crocevia della stagione, il tecnico lancia un nuovo appello al popolo viola.

Un appello all’unità e al sostegno: «Il nostro pubblico vale il 30% in più nelle nostre prestazione. Saremo in buon numero. I tifosi sono fondamentali. Rapporto da riallacciare con loro dopo Milano? Vinci e sei vicino, perdi e ti allontani.

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È così. Io lavoro per onorare al massimo questa maglia».

Ammettendo che sì, dal punto di vista del risultato, la sconfitta contro il Milan ha fatto registrare un passo indietro, Sousa pensa soltanto a questa Europa League diventata palcoscenico da difendere a tutti i costi: «Chi passa questo turno fra noi e il Borussia può andare molto avanti in questa competizione - conferma il portoghese -.

Pressione? Per chi vuole vincere, la pressione deve esistere sempre. Mi concentro su quello che posso controllare. Quindi penso a fare la partita perfetta perchè per passare il turno, servirà quel tipo di partita». Quindi no a distrazioni ed errori di concentrazione perché «davanti abbiamo degli avversari che ci possono creare delle difficoltà.

Sugli errori di concentrazione: «Davanti abbiamo avversari in grado di crearci difficoltà. Prenderò le decisioni come sempre per il bene della squadra. Non per fare felici alcuni. Dopo la partita di Milano ho sentito di un errore nella decisione di Salcedo.

Per me la scelta era corretta. Le voci su futuro? Non mi danno fastidio. Sono trent’anni che sono nel mondo del calcio. I ragazzi non sono distratti da queste cose, sono professionisti. Io come leader spingo al massimo per ottenere il massimo».

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