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Patti, abbracci, fischi: Della Valle-Firenze, una storia sull’altalena. Si può ripartire?

Quindici anni di patti, dimissioni, promesse e progetti. Ma anche di battaglie vinte insieme, sogni inseguiti, tuffi in piscina, caroselli a Peretola e grandi giocatori. Nella storia dei Della Valle a Firenze c’è un po’ di tutto.

Risate e successi, litigi e delusioni, bagni di folla a Moena, selfie e qualche domenica di tensione. Come l’ultima a Reggio Emilia. Così scrive il Corriere Fiorentino.

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Dalla C2 fino alla A coi gol di Riganò e le risate di Diego, che in quegli anni seguiva la squadra e si faceva fotografare mentre palleggiava.

Pareva sbocciato un amore. I primi problemi iniziano in A: la Fiorentina cambia allenatori in serie e con il Messina, in casa, subisce il gol del pareggio al 95’. Siamo ad aprile, lo spettro della B fa infuriare i tifosi. La bufera comunque dura poco, anche perché durante Calciopoli va a ruba la maglia «Io sto con Della Valle» e il motto di Diego «Male non fare paura non avere».

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Sono i tempi in cui la parola «progetto» va di gran moda. Della Valle lancia l’idea Cittadella viola a Castello, Prandelli guida la squadra in Champions. Sul più bello però, qualcosa cambia. E non in meglio.

La bufera Calciopoli spinge Diego a scrivere una lettera aperta e «lasciare la squadra in mano ad Andrea».

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Nel frattempo litiga con Prandelli (che chiede rinforzi) e gli rinfaccia un incontro segreto con Bettega: «Dica che non vada alla Juve». È l’inizio delle tensioni e dei mugugni di piazza, che portano Adv a dimettersi pochi mesi dopo e la Fiorentina nelle parti meno nobili della classifica.

Poi Mihajlovic, Delio Rossi, lo 0-5 con la Juve e le dimissioni di Corvino.

Il resto è storia più recente, con l’arrivo di Montella, la notte delle pernici e la conseguente rivoluzione tecnica, il bel gioco, lo stadio pieno per la presentazione del «colpo» Mario Gomez.

Ricordi preziosi ma avvelenati dai cori di scherno contro il Siviglia, l’addio burrascoso dell’Aeroplanino e i tanti striscioni apparsi in curva in quelle settimane. Con Sousa poi è stata un’illusione di pochi mesi. Ma una bella fetta di tifosi non ha dimenticato le battaglie legali perse (anche per Salah), gli acquisti sfumati (Milinkovic-Savic) e le cessioni eccellenti.

Il resto l’hanno fatto l’arrivo di Benalouane con la squadra in cima alla classifica, l’ultima campagna acquisti estiva senza sussulti e questa stagione triste.

In questi mesi si sono letti striscioni, ascoltati cori (anche offensivi) e visto contestazioni ai campini. Ma la storia fiorentina dei Della Valle dice che nonostante tutto c’è spazio per provare a salire (di nuovo) sull’altalena e rilanciarsi.

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