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Pasquale Bruno: "Cambio di proprietà inevitabile, giusto puntare su Pradè e Montella"

Per l'ex difensore viola la situazione tra i Della Valle e i tifosi era diventata invivibile, e ora punta sul ds e tecnico gigliato per il rilancio

Lunga intervista sul Qs-La Nazione all'ex difensore della FiorentinaPasquale Bruno. Molti gli argomenti trattati: dalla nuova proprietà al mercato viola, da Boateng e Pulgar a Federico Chiesa... Bruno (ex O’Animale) e la rivoluzione-Fiorentina obiettivamente lo intriga.

Visto? A Firenze è cambiato tutto. «Credo fosse inevitabile. So bene come la situazione fosse diventata invivibile fra la piazza e la vecchia proprietà. Firenze è ’calda’ e fantastica non poteva più andare avanti in quel modo».

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L’entusiasmo di Commisso, i sogni della gente, il mercato di Pradè: quale la chiave giusta per rinascere? «Io dico l’accoppiata Pradè-Montella. Feeling totale e idee chiare. La ricostruzione viola nasce su un duo molto competente».

Quindi mercato della Fiorentina già promosso a pieni voti? «Questo lo dirà ovviamente il campo, ma lo spunto iniziale è ok». Giusto ridare il cervello del centrocampo a Badelj? «Era lui il giocatore che Montella voleva, no? Dunque sarebbe stato inutile se Pradè si fosse sforzato in altre direzioni».

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Il colpo Boateng? «Quanti anni ha Prince? ». Non è un ragazzino: 32. «Rispondo così. Io sono per i giovani. E quindi per me il vero colpo viola è un altro: Lirola». In quest’ottica anche Pulgar lo consideriamo un elemento giusto?

«Andiamo avanti». Del caso Chiesa invece che dice? «Le valutazioni choc, assolutamente gonfiate, e il mercato, gli fanno male». Perché? «Perché Chiesa è un buon giocatore che può diventare un gran giocatore. Non è un fenomeno, almeno ancora, altrimenti non sarebbe più a giocare in Italia».

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