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Ancora Pasqual: "Ecco perché ho tirato il rigore. Non ho esultato. Berna? Spero resti"

Parla così Manuel Pasqual in zona mista: "Spero di aver portato all'Empoli un po' di esperienza e un bagaglio culturale importante. Il rigore decisivo? C'erano tanti compagni in difficoltà fisica, sono andato verso la panchina per bere e insieme ad altri compagni il mister mi hanno detto: 'Vai, calcia'.

Forse perché sono uno che anche sbagliando sarei andato avanti. Ho detto a Pucciarelli, che era già sul pallone, se se la sentiva di tirare. Me l'ha lasciato, sono andato sul dischetto. Il problema era che Tata mi conosce bene: ho deciso di non guardarlo, e ho tirato.

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Poi ho corso dietro la porta aspettando i miei compagni, perché in 10 partite avevamo fatto 2 punti. Sono venuti ad abbracciarmi, simbolo di unione. Non ho esultato, per rispetto di tutti i tifosi che mi hanno sostenuto negli anni.

Per rispetto di chi mi chiama ancora oggi Capitano. Ho solo corso dietro la porta aspettando i compagni.

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Sassolini dalla scarpa? Me li sono tolti l'anno scorso in conferenza stampa di fine stagione, ora ringrazio solo chi ha avuto fiducia in me nel farmi calciare il rigore.

La Fiorentina mi aveva già invitato per i 90 anni, ringrazio i tifosi che mi hanno sempre sostenuto. Spero non venga montato un caso per il rigore battuto. Mi ha fatto molto piacere il premio ricevuto ad inizio gara. Premiato dal simbolo di Firenze, Antognoni.

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Bernardeschi? È un grandissimo giocatore, i tifosi lo sanno. Ha espresso la sua volontà di restare a Firenze, spero la società possa trattenere un giocatore importante come lui. Lo spero per la Fiorentina e per Bernardeschi".

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