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Parole e atteggiamenti preoccupanti. Nessuno rende. Per questo si torna sulla difensiva

Cambiano avversari e calciatori in campo, ma non cambiano atteggiamenti e limiti della Fiorentina. Il ritorno al 4-4-1-1 a Bergamo il segnale che prima c'è da pensare a difendersi

Come sottolinea La Nazione, non è tanto l’avversario di turno, a preoccupare. Cambiano gli interpreti, cambiano i calciatori che la Fiorentina si ritrova di fronte, ma non cambiano atteggiamenti, rendimento e difetti. Domani per la squadra di Prandelli c’è il Sassuolo, poi il Verona e subito prima di Natale la Juventus.

Tre partite obiettivamente complicate, come lo erano le precedenti contro Milan e Atalanta, mentre sembravano decisamente più abbordabili quelle con Genoa e Benevento che hanno, tuttavia, portato alla classifica viola un punto al 98’.

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IMMAGINE. Il vero problema è l’immagine che la Fiorentina dà di sé in campo. Chi che sia l’avversario di turno. Ed è davvero poco rassicurante. Sia per sé stessa, che se paragonata a qualsiasi altra squadra, comprese quelle che si trovano nella parte destra della classifica.

I timori riguardano non tanto il rendimento dei singoli – che è già preoccupante – ma proprio la tenuta generale: il passo deciso verso il 4-4-1-1 difensivo di Bergamo è stato un chiarissimo segnale, qui bisogna pensare a difendersi più che sognare.

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Tutto questo dovrà essere spiegato e giustificato, ma non è certo questo il tempo dei processi anche se, questo è certo, un giorno arriveranno.

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