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Paratici sta ridando ambizione e voglia di sognare. Sta tornando la Fiorentina che avevamo perduto

Coi colpi fatti in questi primi giorni di mercato Fabio Paratici ha riacceso la voglia di sognare della piazza viola

E’ presto? Ci saranno delle cessioni illustri? E vabbè, chissenefrega. Perché il modus operandi che sta caratterizzando il lavoro di Fabio Paratici sta ridando ambizione e voglia di sognare. La Fiorentina che aggredisca la zona dell’Europa che conta, forse, non sarà ancora quella di questa stagione, ma le basi che sta gettando il ds viola fanno legittimamente pensare che ci sia davvero la voglia di fare quello step che in precedenza è sempre mancato. Non volutamente, ma perché Pradè non era Paratici, perché i collaboratori e lo scouting di Pradè non erano e non sono quelli di Paratici, perché l’appeal che ha Paratici non è quello che aveva Pradè, perché Paratici ha ricevuto dalla proprietà un sostanziale via libera a rivoluzionare gran parte della Fiorentina, da intendersi come calciatori ma anche osservatori e a fare investimenti se ritenuti da fare, non folli, ma importanti, su giocatori che magari abbiano una prospettiva in termini di rendimento e anche di valutazione. Viery aveva una clausola da 50 milioni, Dragusin lo aveva preso lo stesso Paratici al Tottenham per oltre 30 milioni, Atta stava per finire al Milan. Per non parlare della scelta di Andreazzoli per il settore giovanile e per alcuni milioni spesi per vari giovanissimi di prospettiva che andranno in Primavera.

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Paratici non è Pradè. Non è una divinità, ma è un dirigente che ha ricevuto dalla proprietà quell’autorevolezza e quell’autorità che l’ex ds viola non era mai pienamente riuscito ad avere. A lui sono state affidate le chiavi della parte sportiva del club viola, cosa che Pradè non ha mai avuto in toto se non l’anno scorso, quando ha combinato un disastro epocale. Non è stata tutta colpa sua, sia chiaro. Ma Paratici è un’altra cosa, un altro film. E se la Fiorentina, mesi fa, era riuscita a prendere un dirigente del suo livello è perchè qualcosa doveva esserci all’orizzonte. E i risultati si stanno vedendo. L’estate è ancora lunga. C’è ancora moltissimo da fare, in entrata e in uscita. Ma Paratici sta facendo quello che serviva, ri-dare speranza, ambizione e voglia di sognare ad una piazza che ne aveva maledettamente bisogno. Poi, come sempre, il campo ne dirà di più. Può anche darsi che Paratici abbia sbagliato tutti gli acquisti, chissà. Ma tendiamo a pensare di no. 

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