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Osvaldo si racconta: "Il calcio è una menzogna, il rock mi rende felice. Whisky e fumo..."

Si è ritirato dal calcio giocato a 30 anni, ora gira il Sudamerica come frontman e cantante del Barrio Viejo. Si racconta così l'ex Fiorentina Pablo Daniel Osvaldo a 'El Enganche': "Sarò eternamente grato al calcio, nel bene e nel male sono quello che sono e ho quello che ho grazie al calcio.

E' un mondo meraviglioso, che mi ha fatto conoscere tanti posti, che mi ha fatto aprire la mente, che mi ha permesso di vedere Bob Dylan dal vivo. Ma a un certo punto non mi stava più bene, era una cosa personale. Il problema era mio, non voglio cambiare il calcio.

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Ho solo deciso di andare via. L'universo del calcio ti giudica senza sapere che dietro l'atleta c'è una persona. Ma ho imparato a non farmi condizionare anche se non era facile quando ero al centro dell'attenzione e mi faceva arrabbiare il fatto che si dicessero cose di me non vere.

In Argentina, dove ero felice di tornare perchè realizzavo un sogno, dicevano che non ero un professionista.

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"Uh, a questo piace il rock and roll. Allora gli piace anche il whisky e magari fuma, passera' tutti i giorni fino alle 5 del mattino a bere e di sicuro si droga". E io a rispondere: "No ragazzi, ho giocato 11 anni in Europa, ho giocato con la nazionale italiana e nella Juve, pensate che se mi fossi drogato o avessi bevuto whisky fino alle 5 avrei potuto farlo?

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Non sono Messi ma vado a letto presto, mangio insalata e riposo bene". Poi è chiaro che mi piace il whisky, fumare, la musica, ma solo quando posso. Ho fatto un migliaio di errori nella mia vita, sono un tipo strano. Non posso cambiare, ma sto cercando di farlo. Ora la gente è più amichevole con me, rispetto a quando giocavo.

Il calcio è una bolla che ti cattura, perché ha cose interessanti, ma alla fine ti accorgi che è tutta una menzogna. Potevo giocare altri 6 anni, ma non mi piace più il calcio. Guardo indietro, e capisco dove ho giocato. Mentre giochi non lo capisci, perdi la dimensione".

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