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Ostacolo leggi italiane. Ma non le ha certo fatte Nardella. Rocco superficiale, ora al bivio

Nel nostro Paese c’è una legislazione ben precisa che di certo non ha stabilito il sindaco Nardella. Ora Commisso di fronte ad un bivio

Commenta così La Nazione le parole di ieri di Rocco Commisso sulla situazione Stadio:

Nel nostro Paese c’è una legislazione ben precisa che di certo non ha stabilito il sindaco Nardella. Obblighi, oneri, tasse e vincoli supera di gran lunga i milioni che servono alla costruzione di un nuovo stadio.

L’imprenditore Commisso ha forse peccato di superficialità (o di troppo entusiasmo, all’inizio) ribadendo un concetto che è come un’arma a doppio taglio: i soldi non sono un problema. Forse in America, dove il privato ha ampi margini di movimento anche quando vuole costruire un’opera che di fatto diventa pubblica come uno stadio.

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I soldi nel calcio sono un problema, eccome.

Chi vuole aumentare i ricavi deve per forza passare dallo stadio di proprietà per spezzare il circolo chiuso e aprire nuove prospettive con fatturati maggiori, che portano ad acquisti di livello top in squadra e che alla lunga permettono di arrivare in Champions (altra valanga di milioni).

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Rocco adesso è di fronte a un bivio: accontentarsi del vecchio «Franchi» (impossibile) o percorrere strade diverse (come la concessione d’uso della Mercafir per 99 anni, ad esempio).

I conti devono tornare a tutti, alla Fiorentina e al Comune. Ecco perché le parole di Commisso ieri hanno segnato uno spartiacque: da fast fast fast a slow slow slow, e ricordano tanto il mantra dei Della Valle negli anni d’oro.

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Nulla di nuovo sotto il cielo di Firenze.

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